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Giulianova, gli obiettivi del ds Federico: “Voglio dare tanto a questa città. Il Teramo mi ha fatto crescere”

GIULIANOVA – Il Giulianova ha scelto lui per compiere il salto di qualità. Del resto uno come Sandro Federico rappresenta una garanzia. Il ds è arrivato insieme al direttore generale Ferdinando Ruffini, che rappresenta una vera e propria bandiera per la squadra giallorossa. Federico ha vissuto un’esperienza importante a Teramo, durante e dopo la presidenza di Luciano Campitelli. Ed ha allestito squadre competitive per la serie C. Come poi ha dimostrato il campo. Fino al fallimento della società biancorossa. Dopo la tormentata parentesi di Andria, Federico ha scelto di ripartire da Giulianova. Scendendo in Eccellenza, ma con il chiaro obiettivo di riportare i giallorossi nel calcio che conta.

Si può dire che con la tua figura e con quella di Fernando Ruffini il Giulianova cerca il salto di qualità?

“Si cerca di dare la gestione tecnica e amministrativa a persone che hanno una certa esperienza. L’obiettivo è strutturarsi anche per il futuro, per tornare nelle categorie più competenti per Giulianova”.

Questo è un matrimonio che si poteva fare anche questa estate. Come mai è arrivato solo a questo punto della stagione?

“È arrivato quando era il momento giusto. Ci siamo trovati ed entrambi eravamo pronti. Io ho voglia di dare un grosso contributo alla città, visto che ci vivo da trent’anni perché ho sposato una giuliese. La città adesso è pronta a figure del mio tipo”.

Cosa pensi di poter dare a questa società?

“Io vorrei dare un apporto importante e determinante per fare qualcosa di diverso. Con una politica sana. Giulianova era abituata a valorizzare giovani del territorio vincendo campionati. C’è tutto per fare calcio. Anche una proprietà ambiziosa per fare calcio con bilanci sani e senza fare il passo più lungo della gamba”.

Una piazza come quella di Giulianova merita altre categorie. Cosa ti senti di promettere ai vostri tifosi?

“Io prometto il massimo impegno con la nuova esperienza. Sono convinto che entrambi possiamo prenderci tante soddisfazioni. È una grande responsabilità la mia. Tutto parte da una proprietà locale forte. Lo stesso Ruffini è un giuliese doc. Abbiamo un unico obiettivo, fare tutti il massimo con l’obiettivo di valorizzare una piazza”.

Uno sguardo al passato, sei stato diversi anni a Teramo. Durante e dopo la presidenza di Luciano Campitelli. Sono stati anni tormentati, pesava come un macigno la cancellazione della promozione in B…

“Io arrivai appena dopo. Sono stato con tre proprietà diverse. Abbiamo vissuto anni difficili. È stata un’esperienza che mi ha fatto crescere. Ho solo un ottimo ricordo. Sono vent’anni che faccio questo mestiere. Ho vissuto sempre un grande rapporto con i miei presidenti. L’esperienza di Teramo è stata positiva e formativa”.

Un vero peccato il fallimento del Teramo di Iachini, eri riuscito a costruire una squadra in grado di poter competere in serie C. E con un allenatore molto preparato come Federico Guidi…

“Ma anche Massimo Paci. Abbiamo venduto Santoro e Diakitè. Eravamo partiti con una politica giusta. Poi la società ha vissuto il passaggio da Iachini a Ciaccia. L’idea era quella di sviluppare una politica sana con un calcio di qualità con Paci e Guidi”.

Lo scorso anno ad Andria tra tante vicissitudini avevi portato con te Mirko Cudini. Cosa ti lega a questo allenatore?

“Mi legano delle qualità importanti sia come tecnico che come uomo. Ho voluto Cudini perché sapevo che aveva le caratteristiche per una piazza importante. Mi opposi al suo esonero, che arrivò già a ottobre. Il problema è far capire ai presidenti quanto è importante la continuità. Così fummo esonerati entrambi. Poi Cudini venne richiamato a febbraio. Anche quest’anno tra mille difficoltà, Cudini sta portando il Foggia a fare un determinato cammino”.

Daniele Rossi

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Castelnuovo un punto di penalizzazione.
Vastese due punti di penalizzazione.
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