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Bonati si gode la sua Folgore Delfino Curi: “Squadra difficilmente migliorabile. Paluzzi mi ha sempre lasciato fare…”

PESCARA – Più che una squadra per lui è una seconda famiglia. Guglielmo Bonati è all’undicesimo anno alla guida della Folgore Delfino Curi. Il tecnico inizió sempre al fianco di Paluzzi nella Delfino Flacco Porto. Una storia d’amore così lunga è una rarità nel mondo del calcio. Ma quella della Folgore Delfino Curi Pescara è un’isola felice. Merito soprattutto del patron Quinto Paluzzi. Che quest’anno ha trovato un valido alleato in Gabriele Liberatore. Dopo tanti anni al Sambuceto, Liberatore infatti ha deciso di approdare alla corte di Paluzzi. Insieme alla figura chiave del direttore generale Roberto Sara. E i risultati si sono visti. Oggi la Folgore Delfino Curi Pescara è la terza forza del campionato di Eccellenza. Dietro solo alle corazzate Teramo e Giulianova. Insomma questa squadra sembra proprio pronta a compiere il definitivo salto di qualità. Partendo dal suo tecnico. Ormai Bonati è una garanzia. Uno dei migliori allenatori della categoria. E che dopo tutti questi anni, vuole portare ancora più in alto la sua Folgore Delfino Curi.

Partiamo da questa stagione. State facendo davvero bene, nonostante la presenza di Teramo e Giulianova che stanno facendo un campionato a parte…

“Siamo partiti bene con l’arrivo di Gabriele Liberatore, che ha affiancato Quinto Paluzzi. È stato pianificato tutto nel dettaglio. Abbiamo deciso di fare una decina di allenamenti a giugno e una quindicina a luglio. Devo ringraziare soprattutto il mio staff tecnico. Uno dei segreti di questa società sono soprattutto loro, figure come Gianni Chiacchiaretta, preparatore atletico e secondo padre, Giacomo Pietropaolo vice allenatore di altre categorie e Gianfranco Panei, preparatore dei portieri. Siamo stati fortunati e bravi a fare un precampionato di livello sfruttando la presenza di squadre professionistiche. Speravamo di fare un’ottima stagione cercando di superare i punti dell’anno scorso. Abbiamo trovato buoni elementi tra i nuovi arrivati e abbiamo avuto la crescita di quelli che avevamo già. Abbiamo fatto un buon girone d’andata e un ottimo girone di ritorno, che è più difficile per definizione”.

Undici anni con questa società. Per te questa è più di una squadra. È una vera e propria seconda famiglia…

“Sì, io ho iniziato con la Delfino Flacco Porto, che poi è diventata Delfino Curi Pescara. Complessivamente ho fatto otto anni alla Delfino Flacco Porto, due anni alla Delfino Curi Pescara e uno quest’anno alla Folgore Delfino Curi Pescara. La continuità è rappresentata dalla figura di Quinto Paluzzi”.

Com’è iniziata la tua avventura con questa società?

“Ho iniziato per scherzo. Io non avevo neanche il patentino. Giocavo a Montesilvano Colle. Poi un nostro amico in comune, Simone Delli Rocili, mi presentò Quinto. La Flacco Porto era retrocessa in Prima categoria. Quinto a quel punto voleva lasciare. Simone ci presentó, ma per scherzo. Gli disse che avevo una decina di ragazzi da portare da Montesilvano. Vincemmo subito la Prima categoria e poi facemmo quattro anni di Promozione. Successivamente quando Quinto voleva mollare di nuovo abbiamo vinto la Promozione. E questo è il sesto anno di Eccellenza”.

L’arrivo di Gabriele Liberatore ha rafforzato la società. Adesso si può parlare di obiettivi più ambiziosi per voi?

“Io non so rispondere. Dipende dalla società. Io posso essere ambizioso quanto voglio, ma dipende da loro. È la società che determina tutto. Poi ci sono le altre componenti. Gli altri anni abbiamo parlato sempre di miglioramento. Adesso se dovessimo arrivare terzi rimangono solo le prime posizioni. E migliorarsi vorrebbe dire stravolgere i conti economici. Io non lo chiederò mai. Con gli attuali equilibri siamo arrivati ad un risultato difficilmente migliorabile”.

La figura principale all’interno della vostra società è quella del patron Quinto Paluzzi. Il vero artefice di questa splendida realtà…

“Quinto è il proprietario di questa squadra da trent’anni. È la storia di questa squadra. È la persona che mi ha dato l’opportunità di divertirmi. Spero di aver fatto divertire lui tanto. Lui mi ha sempre lasciato fare. Non si è mai impicciato in discorsi tecnici. Io gli ho sempre chiesto di essere chiaro sul budget. Dal punto di vista calcistico e umano gli si vuole un gran bene”.

A livello tattico, stai prediligendo il 4-3-3, che poi si trasforma in un 4-3-1-2 con un uomo tra le linee. E tanto lavoro nella metacampo, sia per la riconquista del pallone che per gli inserimenti delle mezze ali…

“Da quando hanno rifatto il campo accorciandolo abbiamo giocato con questo sistema che prevede un trequartista. Fuori casa abbiamo variato per adattarci alla condizione del campo. La mia è una squadra che lavora tanto nelle due fasi. Vogliamo tenere alta la linea e a volte difendiamo uomo contro uomo. Facciamo densità a centrocampo per poi riproporci. Domenica contro il Sulmona siamo stati bravi a costruire quando il Sulmona si è abbassato”.

Viste le premesse, si può puntare alla serie D il prossimo anno?

“Per puntare alla D bisogna stravolgere i conti economici. Se uno vuole migliorare accettando il risultato del campo in base al livello del campionato, questa squadra è sufficiente già oggi per fare questo”.

Rispetto allo scorso anno, la qualità della tua rosa è aumentata. Sei d’accordo?

“Secondo me la qualità della rosa è aumentata in tutti i reparti. A livello fisico, tecnico e anche numerico. A partire dal portiere. Dai due centravanti. Quest’anno abbiamo Bocchio e Rossi. Poi ci sono anche Ferrante e Olivi. C’è stata l’esplosione di Gobbo. Ma anche di Di Nisio, Scotti e Martella. Anche gli under come Panzera, Oddi e Andreassi stanno facendo un grande campionato. Come il nostro capitano Facundo Graziano, un giocatore di grande caratura che ha apportato esperienza e professionalità”.

Quanto ti rende orgoglioso vedere due giocatori che tu hai allenato come Salvatore e Giuliodori, che stanno ben figurando al Chieti e all’Aquila in serie D?

“Per me è assolutamente una grande gioia e una grande soddisfazione. Due ragazzi eccezionali che spero concludano al meglio la stagione e possano salire di categoria approdando in C”.

Daniele Rossi

Foto: Folgore Delfino Curi Pescara

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Castelnuovo un punto di penalizzazione.
Vastese due punti di penalizzazione.
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