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ESCLUSIVA – Perotti a 360°: “L’Aquila una piazza minimo da Serie C”

Dopo la stagione terminata da poche settimane, abbiamo intervistato il direttore sportivo dell’Aquila 1927 Simone Perotti. Il ds ci ha parlato di tanti temi: dalla squadra a Cappellacci fino alla prossima stagione e ai sogni rossoblù.

Sull’arrivo all’Aquila e sul rinnovo, il direttore sportivo ha esordito: “La storia nasce un po’ da dietro, L’Aquila e io ci siamo scelti insieme. L’anno scorso sono stato chiamato dalla società per coordinare il settore giovanile. Nel corso della stagione, poi, siccome avevo vinto un campionato a San Benedetto con la proprietà di Fedeli, a dicembre in una situazione di valutazione da parte della proprietà, hanno deciso di darmi il ruolo di direttore sportivo. L’Aquila è una piazza in cui mi sono sentito subito particolarmente legato. Quando mi hanno proposto di proseguire il rapporto, ho detto di sì con molta soddisfazione“.

Sul campionato mancato per un soffio: “Campobasso? Sapevamo sarebbe stato difficilissimo. Avevamo un distacco importante sia da loro che dalla Samb, poi abbiamo iniziato a macinare risultati e una piccola speranza si era aperta alla fine ma eravamo ben consapevoli che non sarebbe stato facile e purtroppo così è stato“.

In vista della prossima stagione, Perotti ha poi detto: “Noi punteremo a migliorarci ma non è facile. Da quando inizierà il campionato, si ripartirà da 0-0. Noi partiamo da una base: abbiamo già dato un segnale alla piazza con la conferma di Banegas che non era scontata. Lui è un giocatore ricercatissimo in Serie D e quindi oltre a quella sua, mia e del mister, dobbiamo lavorare per creare una squadra importante che possa rispecchiare il blasone di questa piazza“.

Su chi potrebbe rimanere della squadra della scorsa stagione ha aggiunto: “Del Pinto rimarrà ma era già inserito nel progetto nella scorsa stagione. Speriamo di portare a casa il prima possibile altri profili. Non posso nominarli tutti ma un altro esempio è il capitano Brunetti“.

Poi sull’importanza dei fuoriquota in Serie D: “I fuoriquota sono fondamentali, dal prossimo anno ce ne saranno 3 e non più 4 in campo. Col Roma City ai playoff, però ricordo che abbiamo giocato con quattro 2005, quindi questo fa capire quanto noi siamo attenti. La squadra deve essere attrezzata ma con una buona componente under”.

Sulla punta da 20 gol, ha aggiunto: “Il famoso bomber che fa sognare tutte le tifoserie è negli occhi e nel cuore dei tifosi. Noi ci muoveremo anche quest’anno in maniera più semplice rispetto al mercato invernale che è comunque più complesso. Marcheggiani ha fatto una buona stagione, aveva determinate caratteristiche e ha fatto un lavoro di sacrificio. Per questo va solo ringraziato. Poi è chiaro che sulle idee future andremo a vedere quello che il mercato ci metterà a disposizione”.

Sulla programmazione della società: “Il fatto di fare due anni al mister è stata una cosa intelligente così si dà il tempo al mister di costruire una squadra funzionale che abbia una base anche il prossimo anno se non dovessimo vincere quest’anno. Oppure funzionale per una categoria superiore. I progetti sono sempre importanti ma nel calcio si deve ragionare settimana per settimana“.

Sui modi di fare di Cappellacci per i quali viene criticato dai tifosi ha aggiunto: “Io l’ho conosciuto bene quest’anno il mister: ha dei valori, con un carattere e un estro. Comunque è un professionista che riesce a portare in campo le sue idee e non è roba da poco perché oggi siamo pieni di tanti tecnici ma non tutti riescono a fare il lavoro che ha fatto Cappellacci”.

E sul tanto chiacchierato ripescaggio, Perotti è stato chiaro: “Ripescaggio? Sono cadute le iscrizioni per le squadre di Serie C e sembra che sono l’Ancona non ce l’abbia fatta. Poi bisogna vedere se tutti i documenti sono a posto. Noi non ci tireremo indietro come detto ma mi sembra che l’opportunità di accedere alla categoria superiore con il ripescaggio sia ridotto a un lumicino”.

Parole sincere e di complimenti poi per i tifosi: “I tifosi vanno ringraziati perché quest’anno sono stati meravigliosi. Hanno creduto al progetto e hanno riportato questa piazza a essere una delle più belle del centro Italia. Inoltre hanno dimostrato di essere di categoria superiore. Io, forse nell’ultima conferenza fatta, ho detto che L’Aquila è una piazza da Serie C, minimo. Col tempo potrebbe regalare una categoria anche migliore come la Serie B, anche se adesso parliamo di sogni“.

L’Aquila può avere come obiettivo la Serie B? “L’obiettivo è una parola importante. Sogno è qualcosa di concreto, chissà magari si realizzerà l’anno del Centenario, questo sarebbe la cosa più bella. Rimane un sogno ma vediamo cosa succederà nel corso degli anni”.

A cura di Daniele Morico

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