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Un tuffo nel passato con l’ex team manager del Chieti Gianni Colaiocco: “Annate entusiasmanti con Buccilli. Voglio rivedere il Chieti in serie C”

CHIETI – Ha vissuto gli anni più belli. Quelli dell’era Buccilli. Era il Chieti di Grosso e Quagliarella. E lui ricopriva il ruolo di team manager di quella squadra composta da giocatori che di lì a poco sarebbero arrivati alla ribalta internazionale. Un tuffo nel passato con Gianni Colaiocco. Che rivive quei meravigliosi anni. La promozione in C1 con Gabriele Morganti in panchina. E i playoff sfiorati l’anno successivo. Con la vittoria nel derby contro il Pescara. In quel 9 settembre 2001. Quando a decidere fu una rete di Zaccagnini. Ricordi indelebili. Giornate rimaste nella storia di questo club ultracentenario. E soprattutto successi accompagnati dall’enorme entusiasmo del popolo neroverde. Che solo una piazza come Chieti è in grado di regalare. Del resto Chieti è la sua città. E chi meglio di lui conosce questa realtà e i suoi tifosi. In quella società dove si sono succeduti dirigenti del calibro di Giuseppe Tambone e del compianto avvocato Enzo Nucifora. Che grazie soprattutto agli sforzi del presidente Antonio Buccilli, hanno saputo fare grande il Chieti. Colaiocco negli anni ha collezionato tante amicizie nel mondo del calcio. E questo gli ha permesso di riportare all’Angelini l’ex attaccante del Chieti Claudio De Sousa lo scorso dicembre. Un altro grande ex calciatore come Geronimo Barbadillo gli ha fatto visita di recente, in occasione del suo compleanno. E una grande amicizia lo lega ad un altro giocatore importante del passato come Totó Criniti.

Che annate sono state quelle dell’era Buccilli?

“Sono state annate belle ed entusiasmanti. C’era una grande squadra e grandi giocatori, come Grosso, Battisti, Aquino. Gente che ha fatto carriera. Ricordo anche Drago che ha fatto l’allenatore in serie B a Cesena. Annate che rimarranno nel cuore di ogni tifoso neroverde”.

Tu sei stato il team manager di quel Chieti. Quali erano i segreti di quel gruppo?

“Sicuramente l’amicizia tra i vari giocatori, la compattezza, l’armonia e l’amalgama. Poi il resto lo ha fatto l’entusiasmo. Erano prima veri uomini e poi giocatori”.

Il momento più bello resta sicuramente quello della promozione in C1 nel 2001 con Morganti in panchina…

“Sicuramente è stato il più bello. Poi Morganti è stato anche un giocatore neroverde. Fu una grande cavalcata con grande entusiasmo della città”.

Anche l’anno successivo grandi soddisfazioni, con il Chieti che sfioró i playoff in C1…

“Grandi soddisfazioni anche lì. All’inizio partimmo a rilento. Poi arrivò Dino Pagliari e finimmo a pochi punti dalla zona playoff. Io penso che se Buccilli avesse preso prima Pagliari saremmo potuti arrivare ancora più in alto”.

9 settembre 2001, una data che ricordano in tanti a Chieti. Vittoria all’Angelini contro il Pescara, 1-0 con gol partita di Zaccagnini. Che ricordi hai di quella giornata?

“Fu una giornata in cui ci fu una città intera in fibrillazione. Gente che tornò dagli Stati Uniti solo per vedere quella partita. Segnó Paolo (Zaccagnini, ndr) su lancio di De Simone. Io gli chiedo sempre se è stata una cosa voluta quel gol, oppure se è andata a fortuna. Lui dice che il gol lo ha cercato. A Paolo Zaccagnini mi lega una grande amicizia. Ci siamo visti in vacanza l’estate scorsa. Quel giorno ci fu una curva che sarà difficile rivedere. Con una coreografia spettacolare e un tifo incessante. Molti non si aspettavano quel gol. In tribuna c’era il presidente Buccilli che era al settimo cielo. Anche perché lui aveva l’attività a Pescara. Poi a fine partita grandi festeggiamenti. Perché sapevamo quanto la piazza ci tenesse. Era il riscatto di una città che era appena tornata in C1”.

In quel periodo a Chieti sono arrivati calciatori del calibro di Fabio Grosso, Fabio Quagliarella, Maurizio Tacchi, Gianni Califano, Ivan Rajcic, Raffaele Biancolino. Con Alessandro Battisti capitano. Una squadra di alto livello per la categoria…

“Ti racconto un aneddoto. Un giorno Buccilli mi chiamó e mi disse di andare a prendere Rajcic alla stazione ferroviaria. Io non ero sicuro di riuscire a riconoscerlo. Ma Buccilli mi disse che lo avrei riconosciuto. Io lo andai a prendere e lo riconobbi subito. Lo portai direttamente al ritiro della squadra. In quegli anni ero in ottimi rapporti con Rajcic e De Simone. E anche con il portiere Furlan. Lui era di Iesolo. Poi Buccilli cedette Grosso. L’idea era quella di ringiovanire la squadra. Rimasero De Simone, Rajcic, Califano e Quagliarella. All’inizio Quagliarella partì dalla panchina. Io all’epoca facevo la spola tra prima squadra e primavera. In alcune partite lui veniva a giocare con la primavera e io ci feci amicizia. Si vedeva che aveva i numeri per le categorie superiori. Lui abitava in centro a Chieti Scalo. Era un ragazzo tranquillo e si dedicava molto al lavoro. Si vedeva che voleva emergere”.

Poi però il giocattolo si ruppe e Buccilli fu costretto a lasciare…

“Purtroppo i cicli finiscono. Si era perso lo smalto di quegli anni. Ci sarebbe dovuto essere un cambio di passo, ma non fu così. E così noi siamo dovuti ripartire in altri campionati. Un andamento altalenante tra serie C e serie D. Io rimasi un altro anno, ma solo sul settore giovanile. Poi mi sono occupato di calcio a 5 e dello Sporting Scalo in Eccellenza. Allo Sporting c’erano con noi giocatori del calibro di Tonino Martino, Stefano Bellè e Fabio Rutolo”.

Oggi credi che Chieti possa tornare ai fasti del passato?

“Con una buona programmazione ci si può riuscire. La società attuale ha dichiarato di avere un programma triennale. Io da tifoso sogno di tornare in serie C”.

Cosa ti aspetti dal Chieti di oggi?

“Questo è stato un campionato partito molto bene. Poi ci siamo ci siamo persi un po’ per strada. L’arrivo di Luiso ha saputo rimotivare la squadra e si prospetta un buon finale di stagione”.

Hai tante amicizie nel mondo del calcio. Con quali personaggi sei rimasto maggiormente legato?

“Sicuramente con Geronimo Barbadillo, Pietro Maiellaro, Totó Criniti, Stefano Tacconi. Poi con Juary. E tanti altri. Quest’anno nel corso del mio cinquantesimo compleanno ho invitato molti ex calciatori come Barbadillo, Criniti, Fabio Brini, Emanuele D’Anna e Augusto Gentilini.”

Daniele Rossi

Gianni Colaiocco insieme a Fabio Grosso
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