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[VIDEO] Avezzano, Pecorelli sulla concessione dello stadio: “Non vi andiamo più bene? Ce ne torniamo a casa nostra. E ci portiamo via tutto il baraccone”

Il presidente dell’Avezzano, Andrea Pecorelli, si è espresso duramente al termine di Avezzano-Termoli (gara terminata sullo 0-0) per quanto concerne il mancato prolungamento della concessione dello stadio “dei Marsi” al suo club entro il termine da lui richiesto all’Amministrazione Comunale (fine febbraio).

Come noto, già venerdì, in esclusiva ai nostri microfoni, il numero uno dei biancoverdi aveva reso noto il suo malcontento per questa situazione. Ora, secondo quanto appreso in sala stampa, l’Amministrazione Comunale avrebbe richiesto alla società di presentare un progetto, reputato indispensabile per la concessione del predetto affidamento. Questa la reazione di Pecorelli, stimolato sul tema: “Di tutte queste cose a me interessa poco. A me è stato raccontato un altro film, mi è stato detto che al rugby è stata data una concessione di 20 anni perché hanno investito 370mila euro. Io oggi sono a 315: vogliamo discutere se sono 17 o 18? Io non ho chiesto niente al Comune, solo l’allungamento della concessione perché dobbiamo iniziare a programmare la prossima stagione e, perché no, vedere se ci sono le condizioni per poter fare la domanda di ripescaggio; su questo non c’è il parere di uno o dell’altro, ma regole ben chiare“.

Si parla di tornelli, sala doping e sala medica, secondo quanto spiegato da Pecorelli, che aveva fissato la sua deadline per la concessione del “dei Marsi” entro fine febbraio. Varie le ragioni ulteriori elencate dal presidente: “E’ nella mia testa anche cambiare il manto: non si può avere a che fare con l’erba naturale, i costi di gestione sono monumentali. Poi, non hai mai la possibilità di fare la stessa prestazione: un giorno è ghiacciato, un giorno piove, un giorno è duro, un giorno c’è il fango”. Di lì, la stoccata a Pierluigi Di Stefano, assessore allo sport del Comune di Avezzano: “Sono tutte cose che mi sembra anche surreale dover sottolineare: chi si interessa del calcio, come per esempio l’assessore allo sport, dovrebbe già saperle“. Per il diritto al contraddittorio deontologicamente dovuto, la nostra redazione sottolinea di aver contattato l’assessore Di Stefano nella giornata di venerdì, con lo stesso che non ha rilasciato dichiarazioni di replica a quanto già precedentemente affermato da Pecorelli sulla spinosa questione.

Pecorelli, dalla sua, ha proseguito così: “Penso di non dover presentare nessun tipo di progetto perché penso di meritare la concessione già per quello che ho fatto. Per poter avere la concessione devo raccontare cosa ho intenzione di fare e quanti soldi devo spendere? Mi sento un po’ preso in giro“. Di lì, la dura presa di posizione: “Sono ospite in casa vostra: se non vi vado più bene, Pecorelli prende e se ne torna a casa sua. E mi porto via tutto il baraccone (…). Basta essere chiari. Non vi andiamo bene? Ce ne andiamo tutti a casa, e lasciamo giocare i giovani fino a fine stagione, il problema lo risolviamo. Adesso mi sono rotto i c…..i!”.

Nel finale, Pecorelli è stato ancor più netto: “Quello che sono in grado di fare l’ho già dimostrato. Adesso facciamo il contrario: fate vedere voi cosa siete in grado di fare per me. Sennò probabilmente non ci sposiamo: e allora, signori, è stato bello conoscervi. Voi ce la farete a campare senza di me, ed io, un po’ più a malincuore per parecchi di voi, camperò anche senza di voi. Semplice”.

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