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Marchionni: “Pescara? Sarebbe bello allenarlo. Contatti con il Chieti, sul Campobasso…”

Da calciatore ha indossato maglie prestigiose, quali Juventus, Parma e Fiorentina, oltre a quella della Nazionale maggiore. Marco Marchionni è sempre stato ambizioso e, appesi gli scarpini al chiodo, si è subito catapultato nel ruolo di allenatore. Ha iniziato nel 2018 nella Carrarese come vice di Silvio Baldini. L’anno successivo trascina il Foggia fino ai play-off di C per poi mettere un punto esclamativo nella stagione 2021-2022 vincendo il campionato di Serie D girone A con il Novara. Il classe ‘80 è reduce dall’esperienza in terza serie con il Potenza e in queste ore è stato accostato anche al Campobasso che è alla ricerca dell’erede di Rosario Pergolizzi.

Mister, i mesi di maggio e giugno sono cruciali per i club ma anche per gli allenatori alla ricerca di una panchina. Le chiedo come sta vivendo questa fase?

“Sono molto sereno, mi sto godendo la famiglia e faccio tutte quelle cose che non si riescono a fare quando si è impegnati”.

In queste ore il suo nome è stato accostato alla panchina del Campobasso. Qualche giorno fa ha dichiarato che in realtà non c’è stato nulla di concreto. Ad oggi la situazione è cambiata?

“Al momento non c’è nulla. Non so cosa accadrà e potrà succedere nelle prossime ore però sono molto sereno. La situazione non è cambiata rispetto a qualche giorno fa”.

Una società abruzzese alla ricerca di allenatore è il Pescara. Una piazza importante, che ha fame di calcio e ambisce a tornare il più in alto possibile. Ci sono mai stati dei contatti con il Delfino in passato? Qualora dovesse arrivare una chiamata, la prenderebbe in considerazione o no?

“In passato non ho mai avuto contatti con il Pescara, di certo è una realtà veramente bella da poter allenare. Sarebbe un onore essere accostati o anche che loro pensino ad un allenatore come me. Sarebbe una cosa bellissima”.

Cambiamo argomento e parliamo un po’ di Serie D. Lei ha vinto un campionato con il Novara e farlo non è mai semplice. Quali sono gli ingredienti giusti per puntare a vincere una competizione che ha le sue peculiarità come ad esempio la regola degli under?

“Devi essere fortunato a trovare un gruppo di persone che ti seguono e credono in quello che si fa. Devi trovare giocatori che si calano nella mentalità della Serie D e poi trovare i giovani all’altezza. Con la questione Under la parte più importante è quella di sceglierli giusti e che ti possono dare quel qualcosa in più”.

Lei è di Monterotondo e la squadra ha preso parte al raggruppamento F in cui ci sono le nostre abruzzesi. Ha avuto modo di seguire il campionato? Se si, che idea si è fatto? Si aspettava L’Aquila vincitrice dei play-off?

“Ho seguito i risultati. Secondo me è stato un campionato bello e più difficile rispetto agli altri. Alla fine sono arrivate quelle 3-4 squadre che potevano salire. Per quanto riguarda L’Aquila credo che abbia dimostrato di essere all’altezza, all’inizio ha fatto un po’ di fatica ed è uscita alla distanza. Chi ha vinto lo ha meritato, magari ci si aspettava qualcosa in più dalla Sambenedettese dopo un inizio importante”.

Nei mesi scorsi il suo nome è stato accostato anche al Chieti. C’è stato qualcosa con i neroverdi?

“Si qualcosa c’è stato, ho parlato con il loro Direttore. Abbiamo fatto una chiacchierata ma poi non ci siamo più sentiti perché hanno fatto altre scelte”.

Concludo chiedendole: valuta il campionato di Serie D come opzione possibile per il suo futuro? Che cosa deve avere un progetto affinché lei possa prenderlo in considerazione?

“Io valuto tutto come giusto che sia. Si deve valutare il progetto perché se si accetta una Serie D è perché si hanno quelle garanzia, la voglia e le ambizioni per andare in categorie superiori. Sono ambizioso, mi piace allenare ma anche fare le cose fatte per bene”.

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