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Ancona, ecco il piano del Sindaco per la risalita, ma si attende il patron Tiong

Il comunicato della Covisoc del 10 Giugno ha confermato l’esclusione dell’Ancona dal prossimo campionato di Serie C. Il Sindaco Silvetti inizia a muoversi per garantire un futuro roseo alla storica realtà marchigiana. Fonti vicine all’ambiente anconetano ci confermano il totale interesse e la speranza della massima autorità cittadina di poter contribuire alla causa, ma bisogna attendere il patron Tiong.

Di fatto non prima del 14 Giugno dovrebbe arrivare la ratifica dell’esclusione da parte della FIGC; altrettanto importante è capire la situazione economica e la natura del bilancio negativo che grava sulla società.

Il presidente è atteso proprio per chiarire questi nodi; solo successivamente il Sindaco Silvetti potrà cercare nuovi soggetti che non abbiano fatto parte della “vecchia” società, probabilmente attraverso bando pubblico.

Ulteriore dubbio riguarda l’utilizzo della stessa o di una nuova matricola, in ogni caso la speranza per il primo cittadino è quella di iniziare dall’iscrizione al campionato di Serie D o di Eccellenza. Bisognerà presentare la richiesta di inserimento in sovrannumero, contando sulla storia, gli impianti e il calibro della società marchigiana.

Due quindi le variabili determinanti: la situazione economica del Presidente Tiong e la scelta della FIGC (di seguito l’Articolo 52 comma 10 della NOIF)

“In caso di non ammissione al campionato di Serie A, Serie B e di Divisione Unica-Lega Pro il Presidente Federale, d’intesa con il Presidente della LND, potrà consentire alla città della società non ammessa di partecipare con una propria società ad un Campionato della LND, anche in soprannumero, purché la stessa società adempia alle prescrizioni previste dal singolo Comitato per l’iscrizione al Campionato. Qualora fosse consentita la partecipazione al Campionato Interregionale o al Campionato Regionale di Eccellenza, la società dovrà versare un contributo alla FIGC nel primo caso non inferiore ad euro 150.000,00 e nel secondo caso non inferiore ad euro 50.000,00. E’ facoltà del Presidente, d’intesa con i Vice Presidenti della FIGC, con il Presidente della Lega Dilettanti e con i Presidenti delle componenti tecniche stabilire un contributo superiore al predetto minimo.”

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