Marcello Di Giuseppe, direttore sportivo del Pineto, ha presentato il nuovo tecnico Alessandro Bruno. La conferenza, che si è svolta in giornata, è valsa anche come pre-gara dell’impegno di domani sul campo del Guidonia Montecelio.
Nel salutare e ringraziare il mister precedente, Enrico Barilari, Di Giuseppe ha spiegato che “il calcio corre veloce. Ci sono situazioni che bisogna affrontare e abbiamo ritenuto che probabilmente la soluzione ideale fosse quella di cambiare“. Poco dopo, in ogni caso, Di Giuseppe ha ammesso che “io il cambio l’avrei fatto prima. Il mister Barilari lo sa, perché gliel’avevo detto dopo Campobasso“.
Poi, su Bruno: “Diamo il benvenuto ad Alessandro e al suo secondo, Piccolo, i due volti nuovi di questa avventura. Un’avventura che corre veloce, perché domani si gioca. Faccio loro un grande in bocca al lupo a nome di tutta la società. Parlo anche per conto del presidente, che ci teneva a essere presente ma non ha potuto partecipare per motivi di lavoro. Si riparte con un entusiasmo ancora maggiore, consapevoli che il percorso di quest’anno è appena iniziato e che c’è tanta strada da fare. Siamo molto fiduciosi, perché pensiamo di poter fare bene anche quest’anno“.
Proprio sul nuovo corso, Di Giuseppe ha spiegato: “Mi aspetto quello che è il mio pensiero già da anni: continuare in un progetto, non fermarci, anzi rilanciare. Il progetto significa una squadra giovane, di qualità e anche sbarazzina. Domenica ho detto che la squadra del Grosseto mi ha colpito e che probabilmente rappresenta il mio ideale di calcio. Detto questo, penso che questa squadra abbia quelle caratteristiche. È ovvio che debba lavorare. Per noi si tratta di continuare, anzi di rilanciare ancora più forte un progetto che, fondamentalmente, in questi anni ci ha dato ragione. Non dimentichiamoci che siamo al quarto anno. Sono convinto, però, che si possa fare ancora meglio“.
Su altri possibili profili visionati oltre a Bruno, Di Giuseppe ha confessato che “non c’erano tanti altri candidati. Ho sempre ristretto la corsa a due allenatori. Alla base di tutto c’è la conoscenza della squadra. Prima ho detto che si corre, e si corre anche velocemente. Domani c’è una partita tosta”.
