Giorno di vigilia di Livorno-Pescara. Post rifinitura mister Antonio Buscè ha parlato ai giornalisti in una sorta di conferenza pre gara. Discorso a tutto tondo del tecnico biancazzurro, che ha analizzato diversi aspetti della squadra a partire dal peso specifico del match che il Delfino affronterà.
“Questo fa parte del lavoro, lo sappiamo, quindi abbiamo una partita da giocare importantissima, come lo sono tutte le altre. Poi nei momenti particolari di una stagione devi fare qualcosa in più e quel qualcosa in più che dovresti fare devi cercare di vincere la partita, di vincere le partite perché poi quando ti ritrovi in questa situazione vuol dire che qualcosa di storto è andato fino ad ora”.
La classifica racconta di un Pescara fermo a quota otto punti, sei in meno del Livorno e undici addirittura dello Spezia capolista: Buscè ha quindi analizzato la posizione in graduatoria.
“La classifica la spieghi che purtroppo è quello che abbiamo visto in questo primo scorcio di campionato. Errori banali che magari ci hanno condannato anche secondo me delle buonissime prestazioni, in un’ultima quella con lo Spezia, poi il calcio è opinabile ed è bello anche per questo che tutti parlano giustamente, ognuno fa le proprie considerazioni, ma credo che per quello che abbiamo dimostrato in queste partite anche i numeri importanti che abbiamo. Li vedevamo ieri assieme alla squadra, numeri che comunque in campo dovrebbero far sì che la classifica fosse una classifica diversa. Non lo è perché comunque qualche errore di troppo l’abbiamo commesso, ma ripeto ora senza guardare a quello che si è fatto, guardiamo a quello che si farà domani e quindi poi vedremo domani sera dopo la partita cosa dirà la storia”.
Pescara che con il rientro di Guccione tornerà al 4-3-3: l’esperienza e la qualità del mediano veronese serve in modo vitale ai biancazzurri, che mediano di un centrocampo a tre si trova sicuramente a suo agio. Per non lasciare troppo isolato Parigi, Buscè spiega di aver provato qualche altra soluzione.
“Cambio modulo? Ovviamente sì, perché quando ti manca poi un giocatore come Guccione devi cambiare qualcosina. L’abbiamo visto poi anche col Gubbio il primo tempo dove abbiamo cercato di tenere quell’impronta, ma mi venne subito in mente Gubbio perché c’è stata la prima assenza di Cuccione e quando abbiamo provato di fare quello abbiamo avuto qualche difficoltà, infatti il gol che abbiamo preso poi su quella palla a rimorchio non c’era magari quel giocatore di esperienza con una lettura diversa ed è normale che devi provare qualcosina in più. Il fatto che si era detto anche di Parigi un po’ da solo lì davanti abbiamo provato a fare qualcosina in più, cosa che a Vado è riuscito bene, il secondo tempo di Gubbio è riuscito benissimo, purtroppo non c’è stata la vittoria e poi adesso appena sconfitta non andiamo a cercare tante situazioni che non servono, è normale. Rientra Guccione, Guccione per noi è un giocatore importante e quindi ci sarà un centrocampo a tre”.
Il tecnico biancazzurri si è soffermato anche sulla situazione infortunati: Merola probabilmente non verrà rischiato, Altare invece sarà convocato. Ancora out Ujkaj.
“Allora Merola si è aggregato stamattina facendo un lavoretto blando blando con il gruppo e questa settimana ha fatto un lavoro a parte, sarà convocato ma se ce n’è bisogno, proprio perché se ce n’è bisogno possiamo metterlo dentro una decina di minuti non di più secondo me, io preferirei non rischiarlo. Altare ha fatto una settimana comunque dando qualcosina in più però anche lui sarà convocato ma sicuramente non partirà dall’inizio perché non ha assolutamente tutti questi minuti nelle gambe. Poi abbiamo ancora la situazione Ujkaj, il portiere che è ancora in corso questo recupero, questo problema che ha al piede e poi gli altri bene o male qualche acciacco di fatica. I vari Donati, i vari Vitali, lo stesso anche Parigi, quindi ma sono tutte situazioni normali post partita, quindi bene o male sono a disposizione ma ripeto tutti quelli che magari hanno tanta roba nelle gambe è normale domani devono dare tutti qualcosa in più“.
C’è stato ampio spazio inoltre per le dichiarazioni rilasciate in settimana da parte del presidente Sebastiani, che ha ribadito piena fiducia in Buscè nonostante i risultati stentino a decollare.
“Le parole di Sebastiani? Fa sempre piacere quando un presidente parla bene del suo allenatore ma dopo tanti anni nel calcio lo sappiamo, l’ho detto anche post gara contro lo Spezia. Io mi metto sempre in discussione, tutti i giorni, la vita privata, il lavoro, fa parte della vita quindi grande piacere delle parole del press sicuramente e poi ecco ripeto dobbiamo sempre dimostrare quello che si fa, come lo fai, come lavori. Quindi io sono quello che avete visto anche spesso negli allenamenti, lavoro in maniera intensa con i ragazzi cerco di dare un’organizzazione cerco di dare un’intensità alla squadra e a volte ci si riesce qualche volta un po’ meno però ecco fa parte di un percorso lavorativo e di vita”.
Oltre il cambio modulo e il rientro titolare di Guccione a centrocampo, al centro della difesa con ogni probabilità verrà rischierato Nardin al posto di Capellini.
“Nardin titolare? Ci può stare che domani possa partire dall’inizio anche perché il ragazzo che da quando è arrivato l’abbiamo buttato subito dentro con Ravenna, ha fatto un’ottima partita e quindi è un ragazzo che si sta allenando bene nonostante ha giocato praticamente quasi mani le ultime partite quindi è un ragazzo che ti dà delle garanzie quindi ci può stare che domani Nardin possa partire dall’inizio e vedremo“.
Risultati negativi del Pescara condizionati dalla mancanza di cattiveria? Buscè commenta così: “Ma sicuramente la cattiveria ci vuole in tutte le cose quindi la fame, io lo chiamo la fame, la bava alla bocca, dobbiamo essere consapevoli in che campo andiamo a giocare ma io credo anche se vai in campi dove trovi una squadra che magari è più pulita o che non c’è un ambiente caldo e la cattiveria ce la devi mettere perché se metti sempre la bellezza l’estetica diventa poi un problema. Quindi ogni tanto credo che questi giocatori lo sanno, ne abbiamo parlato: è mancato proprio questo questo pizzico di bava alla bocca che in certi frangenti devi mettercelo e devi sapere che gli altri, questa è una cosa che ho detto dall’inizio del ritiro, quando incontrano il Pescara fanno la partita della vita e dobbiamo avere questa mentalità anche noi“.
Sull’idea di calcio nonché identità di gioco, l’allenatore ha spiegato della partenza in versione diesel delle proprie squadre. Buscè fa riferimento alle passate esperienze alla guida dell’Empoli Primavera (che annoverava giocatori come Baldanzi e Asllani), il Rimini e il Cosenza. Il tecnico comunque riconosce che la piazza di Pescara ha sicuramente più pressioni.
“Vado a vedere anche quello che ho fatto in questi anni. Io amo giocare palla a terra, amo avere intensità, amo vedere le mie squadre giocare un tocco dei tocchi, amo vedere il gioco dove un giocatore deve sapere già quello che deve fare quando il compagno riceve, devo guardare prima di ricevere palla perché devo leggere la giocata successiva, ma questo lo fai comunque con un lavoro importante con le settimane. Fondamentalmente tanti giocatori nuovi sono arrivati, questi che c’erano magari non erano abituati a certe richieste, io dico sempre che poi tutte le volte che ho iniziato il lavoro purtroppo qua non c’è tempo perché poi ci sono piazze e piazze, società e società e ambienti e ambienti, le mie squadre vengono fuori sempre dopo un po’ perché devono assimilare il lavoro. Lo dice lo scudetto che abbiamo vinto a Empoli, a gennaio eravamo ultimi in classifica, ben ultimi, poi siamo a giugno campioni d’Italia, la stessa cosa è successa a Rimini, abbiamo balbettato le prime 5-6 partite poi siamo arrivati ottavi facendo anche una cosa molto bella vincendo la Coppa Italia, uguale anche a Cosenza, siamo partiti veramente con grande difficoltà, nelle prime 4-5 avevamo pochissimi punti. Poi questa squadra ha iniziato a carburare, ha iniziato a capire i meccanismi e qua magari ci vorrà un po’ di tempo in più, forse non avrò questo tempo non lo so, io dico sempre chi vi va però amo che le mie squadre hanno l’intensità quando c’hanno palle e quando non hanno palle, purtroppo qua ci sto mettendo un po’ di più ma non ne faccio un funerale, ci mancherebbe“.
Prosegue ancora Buscè: “Titolarità di Fiorillo? Ci sta che domani possa partire dall’inizio perché è uno di quei giocatori che può dare un po’ di esperienza, è uno di quei giocatori che può dare sicuramente una mano e poi ha qualcosa che in questo momento può aiutare veramente soprattutto il reparto difensivo“.
Ultimo focus che si sposta su Cristiano Lucarelli, tecnico del Livorno ed ex avversario in Serie A di Buscè. “Lucarelli (allenatore Livorno, ndr)? L’ho incontrato tante volte, abbiamo parlato anche spesso fuori dal campo, lui è un sanguigno, è uno che sa fare calcio, è tanti anni che è nel calcio, sarà un piacere stringergli la mano, incontrarlo ad avversario e poi indipendentemente come andrà il risultato, che fa parte del calcio, è sempre un piacere rivedere poi questi avversari che li ha incontrati da giocatore e poi te li ritrovi in panchina da allenatore e da avversario“.
