Un gol sul fotofinish del subentrato Sardo permette al Pescara di espugnare il “Picchi” di Livorno, inespugnabile per sette lunghi mesi. Un vero e proprio colpaccio del sabato pomeriggio messo a referto dai biancazzurri, che soffrono e capitalizzano la palla gol più nitida. Un vittoria che fa morale in un momento di difficoltà e che soprattutto scaccia per una settimana le nubi minacciose sulla panchina di mister Buscè. Lo stesso allenatore che, ai microfoni di Rete8, ha analizzato la partita ritenendosi soddisfatto della prova offerta.
“Sicuramente questa è la dimostrazione che in fondo questi ragazzi ci provano fino alla fine, d’altronde l’abbiamo visto tutti nelle partite precedenti, come è successo, d’altronde poi a volte il risultato ti va a offuscare anche magari un giudizio su una prestazione che spesso, secondo me, è stata fatta per magari 60-70 minuti per un tempo, dove questa squadra ha sempre creato occasioni gol. Purtroppo stasera è lampante, lampante dove ti gira quel pizzico di fortuna che te lo vai a creare, perché magari l’ultima punizione la batti come va e magari finisce 0-0. Invece ho visto la cattiveria, proprio quella voglia di andare a sbloccare questa situazione da parte dei ragazzi“.
Pescara che è stato meno propositivo di altre occasioni, ma molto più incisivo sotto porta. Prestazione che, a detta di Busè, dimostra a pieno l’animo della squadra.
“Costruisci tanto e magari c’è sempre un qualcosa da dire. Fai magari una partita più cinica e troviamo sempre il pelo nell’uovo. Io credo che ogni partita va come deve andare. Diamo spesso il merito anche agli avversari, perché sennò se magari noi crediamo di essere il Pescara e andiamo sui campi a destra e a sinistra a dettare legge, a dettare gioco, siamo dei presuntosi. Quindi le partite vanno anche come devono andare e quella di stasera è stata una partita lampante, dove un primo tempo gestita alla grande creando il giusto. Il Livorno praticamente quasi mai si è visto il primo tempo. Il secondo tempo una partita più di sofferenza. Credo che, e lo dico magari con il tono di voce più duro, che spesso qualcuno voglia vedere anche queste partite, perché ti dà la sensazione poi di essere una squadra e rispondi in questo modo“.
Vittoria non scontata, soprattutto in casa del Livorno che tra le mura amiche che nelle prime quattro uscite aveva raccolto altrettante vittorie. “È una scelta perché te lo impone la partita e te lo impone l’avversario. Io faccio i meriti a questo Livorno. Ha vinto tutto. Veniamo qua in casa loro, quattro partite casalinghe, quattro vittorie e quindi vieni contro una squadra che io questa settimana sentivo, leggevo del fortino in casa. Il Livorno è una squadra imbattibile in casa, quindi è una squadra attrezzata bene, conosciamo l’allenatore chi è, è navigato e quindi credo che venire qua a Livorno e magari fare un gol così sai magari all’ultimo è anche inaspettato. Però è andata bene per tutte le volte che ci è andata male e quindi bisogna dare merito anche alla prestazione magari di non tante palle costruite gol, palle che magari a volte, come ho detto anche altre volte, davanti al portiere sbagliamo e stasera all’ultimo secondo su una punizione che d’altronde poi abbiamo preso il palo e sul rimpallo ci siamo arrivati noi, quindi è anche un segnale“.
Prosegue poi il tecnico biancazzurro, avversario per l’occasione di tanti calciatori allenati in passato: “Stasera ho avuto tanti avversari ex giocatori miei a Empoli e Rimini perché 6-7 giocatori ho avuto la fortuna di allenarli, i vari Bonassi, i vari Rizzi, Malagrida, Haas che era in prima squadra a Empoli, quindi giocatori che conosco molto bene, la bravura di questi giocatori e quest’ambiente ti porta magari a dare anche qualcosa in più. Parlo di Livorno che lo conosco molto bene, ci sono venuto tante volte anche ad avversario quando giocavo a calcio, è un ambiente molto molto particolare dove se non affronti la gara in quel modo lì ci sta che magari stasera si parla di altro. Quindi voglio fare i complimenti ai miei ragazzi che siamo usciti da questo campo difficile contro una squadra che fino a ora ha una classifica molto molto importante“.
Sulla fase offensiva con il freno a mano tirato nel primo tempo, quando il Livorno sembrava alle corde, Buscè ha commentato: “Quando trovi poi delle squadre che si mettono lì, che vogliono rischiare poco, fai fatica. In un momento dove la testa è un po’ sporca, non hai quella brillantezza mentale, dove magari anche una corsa in più in avanti magari ti preoccupa perché sai che in un attimo che magari puoi prendere una ripartenza, una transizione, rischi di pigliare gol. Quindi è anche un momento particolare, questi ragazzi vanno capiti. Però ripeto, sono partite dove poi, come si è detto tante volte, le domini e poi magari tre, quattro, cinque minuti, dieci minuti l’avversario ti prende il sopravvento. Se non sei preparato a fare quel tipo di partita come abbiamo fatto il secondo tempo, veramente rischi di portare a casa e leccarti le ferite, è un risultato negativo. Quindi siamo stati molto bravi a gestirla e poi ripeto, alla fine questo risultato con quell’episodio te lo sei andato a creare perché comunque eri lì ad attaccare, fallo al limite dell’aria e poi da lì è arrivato il gol della vittoria“.
Il tecnico spende in seguito anche un commento sull’esordio convincente del classe 2005 Massimo Gatto. “In effetti sono ragazzi giovani che vanno tutelati e vanno fatto crescere in maniera giusta, con equilibrio. È un ragazzo che comunque, da quando abbiamo iniziato il ritiro, è sempre sul pezzo. Si allena bene, è un ragazzo giovane e quindi quando succede questo sono anche delle sorprese molto belle perché poi un conto è la settimana, gli allenamenti, è un conto quando poi li metti in partita, in partite difficili e dimostrano che possono esserci, possono darci una mano”.
“Soddisfatto della prestazione di Ferraris? Sì, anche se poi vedi anche lì, gli abbiamo chiesto di fare soprattutto la fase di non possesso perché siamo un po’ tutti scottati, questo bisogna dirlo, non ci nascondiamo dietro un dito, proprio per la situazione che si era creata e che nessuno voleva che si creasse, quindi una corsa in più indietro e magari una in avanti in meno, dove magari quella corsa indietro è un recupero palle in più, dal recupero palle in più magari può scaturire una situazione dove puoi andare a fare il gol all’avversario“.
In conclusione, Buscè espone la situazione legata al vice Guccione. L’ex Arezzo deve ancora riprendere piena familiarità con il campo dopo lo stop per un problema muscolare. Attualmente il rincalzo per il classe ’92 sarebbe il solo Graziani visto l’infortunio di Eletu. Si potrebbe però valutare anche un reintegro di Kraja.
“Sono discorsi ora da affrontare anche assieme alla società perché il discorso Kraja è un discorso un po’ particolare, quindi vediamo un po’ se questa assenza di Eletu che purtroppo rimarrà fuori per un bel po’ di tempo lì in mezzo al campo avremo bisogno di un altro. Reintegro di Kraja o magari come abbiamo fatto anche col Gubbio, lo stesso Graziani, lavorando un po’ di più su questo ragazzo vediamo se può venire fuori qualcosa di importante“.
