Verso Pescara-Sambenedettese, Buscè durissimo: “Chi non vuole stare a Pescara deve andare fuori dai coglioni”

Antonio Buscè, allenatore del Pescara, ha parlato in conferenza stampa per presentare la gara di lunedì contro la Sambenedettese in Coppa Italia Serie C. Il tecnico è partito dalla clamorosa debacle di Avezzano, mostrando di avere ancora molto fastidio per il risultato roboante della sconfitta (5-0): “Quello che è successo ad Avezzano è qualcosa quasi di impensabile però ci sta: quando fai scelte devi pesnare che può andare in un verso o magari in un altro, ho fatto le squadre miste ed è stata una scelta perché dobbiamo affrontare la Coppa Italia, partita importante, e la scelta era fare due tempi portando i ragazzini. Purtroppo è venuto fuori quello che potevo anche immaginare: tanti problemi sotto anche l’aspetto caratteriale, i più giovani devono crescere tanto e c’è tanto da fare. Queste partite, quando arrivano, a fine partita ne parlavamo con staff e direttore… non devono assolutamente succedere, perché sei sempre a Pescara e c’è rispetto per piazza e tifosi, per la società ed anche per noi stessi. E’ stata una roba imbarazzante. Non voglio usare altri termini perché questa conferenza la possono ascoltare anche i bambini e potrei andare oltre, mi ha fatto vergognare, ben vengano però situazioni brutte o imbarazzanti perché hai la quadra delle cose. La cosa palese è che vedi un giovane dell’Avezzano, che fine a qualche tempo fa ha fatto la Promozione, ed un giovane nostro, e quello dell’Avezzano è più avvezzo, scafato… e poi con i vecchi. Anche stamattina ho ritardato… per questo, ho ritenuto di prendere una pagina, voltarla, tardare ed iniziare da capo. A Campo di Giove vi dissi: si prendono troppi gol. Nelle gare precedenti all’Avezzano, cinque gol contro squadre che quando giocavo io mi sarei vergognato. Se mi facevano un tiro in porta, mi sarebbero girati i coglioni. Pescara gioca, benissimo, ma bisogna evitare di prendere gol. Il 5-0 rimane, ma io ho la mia dignità. Qui bisogna voltare pagina altrimenti si rimane nel tugurio e questa negatività ce la portiamo addosso”.

Buscè ha proseguito: “Io è un mese che sono qui, i miracoli non li faccio e cerco di aggiustare, come un allenatore deve fare in un contesto nuovo. Se vi dico che non ci sono problemi, vi prendo per il culo. Dopo che retrocedi qualcuno ha mal di pancia o diarrea… ma qui non si può disfare tutto. In un mese non posso fare miracoli e cerco di capire che tasti toccare. Qui ci vuole voglia e bava alla bocca, chi vuole andare fuori dai coglioni vada fuori dai coglioni. Sono stato signore per un mese e ora voglio mettere da parte questa signorilità. C’è qualcuno, non solo giocatori, che è rimasto a due anni fa. Ora dove siamo? Qui c’è Antonio Buscè con uno staff di persone perbene a lavorare”.

Il tecnico non ha nascosto un certo fastidio per il mercato ancora aperto: “Questo maledetto mercato è ancora aperto, 60 giorni. Con gli uomini di merda non fai un cazzo, con gli uomini puoi fare le guerre. Chi non vuole stare a Pescara deve andare fuori dai coglioni”.

Sul rapporto con il presidente Sebastiani e con il direttore Foggia dopo il ko di Avezzano: “Il presidente era al campo ora, con Foggia mi ci sento, sono arrivati altri giocatori importanti per noi, Altare, Eletu e Motta. Ci sono poi dinamiche… Non ci sono più soldi in Italia, non c’è più un euro. Non è che arrivano qui e ti prendono con il cappio alla gola. La società non può regalare giocatori. Infatti non vedo l’ora che arriva il 2 settembre, poi chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori”.

In vista della gara contro la Sambenedettese, ci sono diversi dubbi a partire dalla porta: “Domani dovremmo ributtare dentro Saio, se non dovesse farcela giocherà di nuovo Profeta. Abbiamo qualche problemino dietro, Bettella è andato via e Altare è arrivato ma non è al meglio. Magari adatterò Letizia come centrale, se parto con Pellacani non so se reggerà tutta la partita vicino a Capellini. Davanti dobbiamo vedere tra Ferraris e Merola. Ad ora la condizione della squadra non è ottimale, eppure abbiamo fatto un bel lavoro per tre settimane nel ritiro. Sotto l’aspetto mentale e fisico la squadra ha bisogno di aria pulita, in questo senso bene anche i nuovi arrivi“.

Su quanto manca dal mercato: “Se c’è la partenza di Di Nardo mancherà un attaccante davanti, manca un esterno poi ed un terzo giocatore sul quale fare la scelta: il reparto difensivo o magari a centrocampo. Due tasselli sono palesi. A sinistra sta giocando Meazzi, contro la Sambenedettese lo farà ma non è il suo ruolo: per me è una mezzala. Quando si propone e parte da centrocampo è un’altra cosa. Ora siamo costretti a fare questa cosa. In difesa dipende, arrivano Altare ed andando via Bettella, se dovesse succedere qualcosa all’ultimo dovremo fare una valutazione. Queste due partite daranno segnali importanti. I giocatori prefissati dall’inizio stanno arrivando”.

Sulla Sambenedettese: “E’ una partita difficile, la squadra pare fare poche cose ma quelle che fa le sembra fare molto bene. La mentalità e l’approccio saranno centrali. La coperta è corta ma vogliamo fare una partita importante, non dobbiamo andare all’arrembaggio: ci vuole grane calma e grande equilibrio. Bisogna avere le preventive, lavorare sulle preventive. Bisogna vincere ma… non bisogna perdere, non bisogna prendere gol”.

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