Pescara, Buscè: “Ottima reazione nel secondo tempo, ma noto già negatività”

Non basta un buon secondo tempo al Pescara per ribaltare il vantaggio della Sambenedettese. Il Derby dell’Adriatico se lo aggiudicano infatti i rossoblu, cinici a sfruttare un errore del Delfino e a pungere nell’unica grande occasione. Un Pescara dalle due facce: attendista, timido e senza idee nei primi 45′, arrembante, sfortunato e sgusciante nella ripresa. Nella conferenza stampa post partita, mister Buscè ha offerto la sua disamina sul match. Lettura che, a detta del tecnico biancazzurro, era molto prevedibile vista la struttura dei rossoblu.

Ce l’aspettavamo così? Sì, ce l’aspettavamo così, infatti l’ho detto in pre-gara. Una squadra che ti aspetta, che ti parte, che cerca di farti del male sulle transizioni. Quello che è successo. Palla persa a centrocampo, l’unica occasione è il gol. Però bisogna dare atto a quello che ho detto prima, che questa squadra al primo tempo ha fatto fatica. Come per il resto è stata una partita bruttina, sia da parte nostra che da parte loro. E il secondo tempo questa squadra ha avuto un’ottima reazione, è mancato solo il gol. E quindi bisogna ripartire da questo. Bisogna, forse uso una parola che magari qualcuno non è d’accordo, bisogna avere un po’ di pazienza. Bisogna iniziare a incollare quel coccio che si è rotto, piano piano. E cercare di rimodellarlo nel miglior modo possibile. Pulire la testa di questi ragazzi, perché poi il primo tempo è stata anche una conseguenza di quello che è successo questa settimana. È un problema di testa, perché poi non hai più niente da perdere. E al secondo tempo vedi una squadra che lotta, corre, che non vuole prendere gol, che ha creato. C’era solo il Pescara in campo, questo è palese. Quindi quando ci prendiamo le critiche, che sono ben accette, ci mancherebbe. Però bisogna dire che questa squadra al secondo tempo ha fatto una bella partita, sotto tutti i punti di vista. A livello agonistico, a livello tecnico, ha creato, ha il bisogno del calcio di rigore che se non c’era. Parlo di una reazione che ha avuto la squadra, una reazione importante“. 

Pescara con scelte obbligate. Out Erradi nella rifinitura, Buscè ha dovuto impiegare ad un certo punto Letizia come esterno alto, viste anche le defezioni degli ultimi arrivati: “La squadra è viva, è normale che c’è bisogno ora che chi è arrivato, bisogna metterlo a posto. Perché come dicevo prima, due su tre che sono arrivati hanno avuto dei problemi già il primo giorno. Eletu ha preso una botta al ginocchio e si è fermato, Altare uguale. L’infiammazione dove lui in questo periodo non aveva lavorato praticamente mai perché aveva avuto questo problemino di infiammazione al ginocchio. Quindi bisogna avere pazienza, bisogna trovare proprio la squadra, magari pagando anche Dazio in qualche partita. Però questi ragazzi l’hanno dimostrato“. 

Prosegue poi il tecnico ex Cosenza: “Io della Sambenedettese mi ricordo il gol, deviato, basta. Io non ho visto il nostro portiere fare interventi eclatanti. L’uscita non è l’intervento eclatante, sennò siamo sempre negativi. Io non sto a giustificare nulla, sto dicendo che se loro avessero fatto una partita diversa sarei qua a fare i complimenti alla Sambenedettese. L’unico gol della partita è stato quell’episodio, su un ripiegamento di Merola se non sbaglio.Quindi l’attaccante che viene a ripiegare per non prendere gol. Diamo atto anche a questi ragazzi che hanno una difficoltà. Il primo tempo si è visto, o vuoi perché veniamo da quella brutta partita contro l’Avezzano? Vuoi perché qualcuno ha ancora le scorie di due mesi e mezzo fa? Vuoi perché, come ho detto in conferenza l’altra volta a toni più alti, c’è questo periodo un po’ particolare? Il secondo tempo questi ragazzi sono entrati in campo con la voglia di recuperare la partita. Diamo atto a un gruppo che mentalmente è massacrato e quindi diamo atto al secondo tempo che hanno fatto. È mancato solo il gol, purtroppo la brutta verità è che vince chi fa più gol dell’altro. Loro hanno fatto quel gol lì e sono stati bravi a portare a casa il risultato

Secondo Buscè, l’imperativo è ripartire immediatamente dal secondo tempo, con il mercato che sicuramente darà nuova linfa alla rosa: “Squadra bloccata nel primo tempo? Quello è il timore che ti blocca. Io sono consapevole di quello che fa la squadra. L’ho detto prima, il primo tempo è stato da zero a zero. Due squadre che si sono messe lì, ritmi bassi, più palle orizzontali.La Sambenedettese ha provato con questi lanci lunghi sui due attaccanti. Partita brutta, sbloccata con un episodio. Però ero più preoccupato se il secondo tempo andava avanti sulla stessa linea del primo tempo. Io vedo la reazione di questi ragazzi che si sono messi lì a testa bassa. Ripeto, ho visto tante buone cose e non hai trovato solo il gol. Io parto da quello che vi ho detto a fine partita.Ripartiamo da questo secondo tempo e è normale che ci sia da aspettare qualche giocatore. Ma è normalissimo questo, lo sanno tutti. Prima della partita parlavo anche con il direttore. Sono questi giorni particolari. Dopo le prime partite ufficiali si inizierà a muovere qualcosina. Ripeto, bisogna mettere a posto chi è arrivato“.

Partita vissuta in un clima molto particolare dopo la conferenza stampa di venerdì da parte del tecnico campano. Buscè aveva espresso infatti il suo disappunto, con termini forti, per la roboante sconfitta in amichevole con l’Avezzano e sul mercato ancora aperto che non permette di preparare le partite nel modo corretto. Il tecnico biancazzurro è tornato proprio sulle parole della vigilia.

Il discorso spogliatoio guarda, io anche ieri, stamattina, ieri ho parlato con i ragazzi, con i più vecchi, con qualche giovane, sai fa parte del calcio, quando fai le sfuriate poi ti devi far capire, non è che il mister è un nemico dei giocatori, il mister è un alleato, bisogna essere alleati, bisogna creare un’alleanza, un patto. È un mese che sono qua, non posso pretendere, avere la presunzione di dire che conosco tutti alla perfezione, devo imparare a conoscere anche io davanti, e loro magari devono avere la percezione di fidarsi dell’allenatore, 30 giorni non puoi, ma anche loro, abituati magari a fare certe cose, ci sono delle richieste un po’ diverse, quindi bisogna avere quella pazienza perché è necessaria, poi sai, ognuno gestisce le cose a modo suo, quando io ho da fare degli interventi lo faccio, ma guarda che quando ho fatto la sfuriata ho parlato prima con i vecchi la mattina, per essere rispettosi, non lo mando a dire dopo, glielo dico prima, ma per dare uno scossone all’ambiente, a tutti, alla squadra soprattutto“.

Tra i flop della serata, è rientrato sicuramente Filippo Guccione, che nemmeno ad Avezzano aveva offerto una prova entusiasmante. Questa la lettura di Buscè sulla prestazione opaca del centrocampista ex Arezzo.

Per quanto riguarda Guccione, magari anche lui deve avere questa condizione fisica più importante, quindi ci sta che faccia un po’ fatica, sei un giocatore che viene cercato spesso dai compagni, perché comunque ha qualità, è un giocatore importante, è un giocatore che dà equilibrio, ci può stare che Guccione ora magari non è brillante, quindi bisogna aspettarlo un po’, ma non l’ho visto così in difficoltà, ha perso un paio di palloni pericolosi, dove un giocatore tecnico a volte cerca anche su un primo controllo una giocata anche difficile, magari l’avversario ti viene addosso e ti viene a rubare la palla. Premetto, il campionato è questo, ci sta ora la Coppa Italia, incontreremo tante squadre che faranno questo, che aspetteranno, squadre fisiche, e per quanto riguarda la palla, sempre passa, è un ultima domanda, per tutti i piccolini davanti, questo è il motivo“. 

Pescara ancora in costruzione, che cerca una prima punta. Per Buscè si tratterebbe di un bisogno primario, che potrebbe offrire diverse soluzioni di gioco in futuro.

“La prima punta ci vuole lì davanti, davanti stasera c’era Pablo (Vitali, ndr), c’era Ferraris, c’era Davide (Merola, ndr), il più alto è un metro e 65…”.”Quando avremo la prima punta, avremo magari una giocata in più, una soluzione in più, magari ci sta anche questa palla lunga per allungare un po’ la squadra avversaria, perché magari con un attaccante di peso lì davanti, una prima punta, ci sta che su quelle palle lì qualcuno te la metta giù e ti fa salire la squadra, senza magari fare tanti fraseggi che e ora è necessario fare questo, se no è tutta una pallonata e sicuramente facendo questo non porti a casa nulla“.

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