Chieti, Di Labio replica a Russo: “Non permetto che il mio nome venga infangato”

Pino Russo-Chieti: le acque sono ancora agitate. E questa volta non per la cessione societaria, ormai alle battute finali, ma per le dichiarazioni rilasciate dall’imprenditore argentino. Russo si è infatti espresso in modo schietto contro la vecchia presidenza, attribuendo a Gianni Di Labio l’epiteto “testa di legno” e raccontando una sua versione riguardo la trattativa sfumata di dicembre. Le accuse non sono andate giù all’amministratore unico del Chieti, che stamani ha replicato a Pino Russo mediante un comunicato stampa.

In merito alle recenti dichiarazioni rilasciate da Pino Russo, avverto il dovere morale e professionale di replicare fermamente, a tutela della mia onorabilità e del lavoro svolto per il Chieti F.C.1922. L’espressione “testa di legno” utilizzata nei miei confronti è non solo profondamente offensiva, ma denota una grave ignoranza del suo reale significato normativo e letterale. Un prestanome è una figura che si presta a coprire illeciti o gestioni opache. Voglio credere che Pino Russo abbia parlato con superficialità e che, se avesse conosciuto il reale valore di tale definizione, non si sarebbe espresso in questi termini. Rifiuto categoricamente questa etichetta: sono stato scelto come Amministratore Unico per la mia trasparenza e la mia onestà, e ho agito sempre e solo per il bene della Società“.

Di Labio prosegue portando alla luce la vera realtà dei fatti riguardo la gestione nella travagliata stagione 25/26: “La realtà dei fatti, contraria a questa narrazione distorta, dice ben altro. La crisi finanziaria del club non è dipesa da una mala gestione interna, ma dal totale mancato rispetto degli impegni economici da parte di chi aveva promesso determinate entrate. All’inizio della stagione era stato condiviso un budget chiaro, basato su coperture e fondi garantiti da terzi. Nel momento in cui quei proventi sono venuti completamente a mancare, la Società è stata proiettata in una gravissima difficoltà imprevista. Di fronte al venir meno delle risorse, abbiamo assistito alla fuga di chi era pronto a prendersi i meriti solo finché la situazione era agevole. In quel momento di totale emergenza, la Società non è affondata esclusivamente grazie al sottoscritto e al Vicepresidente Dario Scurci“.

Conclude infine Di Labio: “Siamo rimasti da soli a metterci la faccia, a gestire la crisi e a compiere enormi sacrifici personali ed economici per traghettare il club e garantirne la sopravvivenza. Non permetto a nessuno, specie a chi non conosce la storia recente e i sacrifici fatti dietro le quinte, di infangare il mio nome e quello di Dario Scurci. Al Signor Russo, che mi auguro possa esprimersi in futuro usando frasi di cui ne conosca con esattezza i loro significati, auguro di adempiere tempestivamente e con tempistiche rapide e certe agli impegni presi per il passaggio societario, e auguro alla piazza di Chieti — che merita palcoscenici importanti — i migliori successi calcistici“.

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