Cinquemila centotredici giorni: quattordici anni da quel venti maggio 2012. Al contrario delle abitudini cinematografiche, la pioggia di Genova non presagiva nulla di negativo, bensì un ritorno in Serie A dopo venti anni. Con un 3-1 finale, il Pescara batteva infatti la Sampdoria regalandosi la promozione aritmetica nel massimo campionato grazie alla doppietta di Caprari e alla rete di Immobile. Proprio quella Sampdoria che ha incrociato il destino in questa stagione, riducendo le chance di salvezza del Delfino. Nella stagione 11/12, la truppa zemaniana si laureerà addirittura campione di Serie B coronando una cavalcata fantastica, frutto di ventisei vittorie, cinque pareggi e undici sconfitte. Dolci e soavi ricordi, capaci di rimandare indietro di quattordici anni tutti i tifosi.
L’amaro presente parla però di una retrocessione lampo in Serie C dopo una sola stagione di cadetteria e un futuro avvolto nel mistero. Il Pescara deve rimettere insieme i pezzi dopo la palla demolitrice dell’ultimo posto per provare a riemergere dagli abissi il prima possibile. Se nel 2012 la squadra era ben nota per una ferrea identità di gioco e per i propri leader in rampa di lancio, ad oggi tutto è in fase di valutazione. Scongiurati i possibili dubbi sulla permanenza del DS Foggia, il lato tecnico è quasi tutto da reinventare. Tutto tace sulla scelta dell’allenatore, dal quotato Tisci, passando per Troise, Cangelosi o su un possibile rinnovo di Gorgone.
Tra i calciatori la sfera è più rovente che mai. Bisognerà senza dubbio riadeguare monte ingaggi e ridisegnare l’organico, sperando però anche di non dover smantellare eccessivamente. La società dovrebbe procedere gradualmente nelle scelte e da fine maggio si potrà avere senz’altro qualche novità. Per evitare di affogare nei ricordi come quello di quattordici anni fa, servirà quindi un’idea stabile e definita per risalire prontamente in Serie B.






