Questa mattina, presso il locale pizzeria “Scuderia” all’interno del parco di Villa Sabucchi, nel cuore di Pescara, si è svolta la tradizionale cerimonia di premiazione del “Miglior BiancAzzurro”, il prestigioso riconoscimento assegnato dalla critica giornalistica e organizzato dalla testata “Cronache Abruzzesi”, diretta dall’infaticabile Paolo Minnucci.
Giunto alla sua 32ª edizione, il premio “Le 100 Bottiglie di Vino” offerte da “Ad beverage” di Guerino Di Felice con 100 bottiglie di Land-bier e 100 di vino Bernardi, rappresenta una delle manifestazioni più longeve e sentite del panorama calcistico nazionale, capace negli anni di celebrare i protagonisti che hanno lasciato il segno con la maglia biancazzurra.
A ricevere il riconoscimento per la stagione 2025/2026 è stato Antonio Di Nardo. Arrivato a Pescara con grande umiltà e in punta di piedi, l’attaccante ha saputo conquistare giorno dopo giorno la fiducia dell’ambiente e l’affetto della tifoseria grazie a prestazioni di grande spessore, impreziosite da 14 reti stagionali e da un rendimento andato ben oltre le più rosee aspettative.
Di Nardo ha parlato ai microfoni di Rete8 del momento che purtroppo ha cambiato la stagione, la sua uscita contro il Padova per un infortunio: “In sei anni non mi sono mai fermato in campo e non sono mai uscito. C’è stata tanta amarezza da parte mia perché non volevo lasciare i miei compagni e volevo restare in campo a lottare con loro, poi ero fiducioso perché sapevo che chi entrava al mio posto era pronto a dare il 100%. Il rigore lo avrei potuto sbagliare anche io. E’ andata”.
Sul futuro: “Vado via? No perché ho altri due anni… vediamo, qui si sta bene. 14 gol? Sì, devo ringraziare prima di tutto la società per avermi dato questa opportunità ed i miei compagni per avermi dato tanta fiducia. Per adesso sto qui, poi si vede… vediamo, è ancora maggio, è ancora presto. Poi inizia il mercato e ci sta che gireranno voci. Io al momento non so ancora nulla, è finito da poco un campionato emozionante a tutti gli effetti ed ora voglio resettare. Purtroppo ci sono tanti fattori che non dipendono solo da me ma da tantissime cose. Dovessero dipendere da me, Pescara sarebbe un sogno perché una piazza del genere è invidiata da tutti. Quando ho saputo di poter venire qui non ho esitato un attimo, non mi interessava nemmeno del contratto… venire qui è, per tanti giocatori, un punto d’arrivo. Io sono una persona ambiziosa, dovessi dire “resto qui” farei un torto a me stesso. Non so cosa riserverà il futuro”.






