Agostino Pirodda, financial banker e talent di SportAbruzzo, ha commentato le ultimissime prestazioni del Pescara ed in particolare il pesante ko per 1-0 contro il Padova.
Le speranze di salvezza sono ora ridotte al lumicino per i biancazzurri, ma Pirodda ha sottolineato quello che è a suo avviso il buono in questa annata e lo ha fatto indicando il presidente Daniele Sebastiani: “Va riconosciuto al presidente Daniele Sebastiani l’impegno concreto e la determinazione con cui sta portando avanti, come un imprenditore, il progetto del Pescara, segno di una società che vuole crescere con serietà nonostante le mille difficoltà del contesto economico mondiale e italiano. Oggi, infatti, gestire un club nel calcio italiano significa muoversi tra ricavi limitati.. si pensi ai diritti TV, non sempre competitivi e le strutture spesso obsolete. I costi poi sono rigidi, come stipendi e cartellini. A questo si aggiunge una crisi più ampia del sistema calcio italiano, evidente anche nei risultati della Nazionale di calcio dell’Italia, che negli ultimi anni ha faticato a qualificarsi alle grandi competizioni: un segnale che pesa anche sulle nuove generazioni, sempre meno abituate a vedere campioni italiani protagonisti ai massimi livelli. Tutto questo riflette un sistema che continua sì a generare flussi economici, ma non più con la forza e l’attrattività di un tempo“.
Pirodda non ha però potuto evitare una critica a Lorenzo Insigne, dopo il rigore non calciatore contro il Padova e poi fallito dal giovane Russo: “Allo stesso tempo, da abruzzesi ci si aspetta molto di più da un campione del livello di Lorenzo Insigne: nei momenti decisivi non ci si può nascondere né tirarsi indietro, perché è proprio lì che si misura il valore di un leader. Davanti a un rigore servono personalità e coraggio, e chi ha il suo talento e la sua esperienza deve assumersi questa responsabilità senza esitazioni; altrimenti, più che un campione, rischia di sembrare un giocatore che nei momenti che contano davvero non incide come dovrebbe“.






