Una vera e propria fiaba di un astro nascente. La stagione di Matteo Dagasso è stata una delle più gratificanti e positive della carriera di un calciatore. Classe 2004, nativo di Pescara, il centrocampista aveva conquistato circa un anno fa la promozione in Serie B con la maglia della squadra della sua città grazie alla vittoria dei playoff di Serie C. Osservato e lanciato da Zeman tra i grandi, Dagasso ha imparato a farsi conoscere alla platea del grande calcio nazionale.
Nel 25/26 arriva l’esordio in Serie B, mentre è datato 27 dicembre il primo gol in cadetteria: una sassata da dentro l’area contro lo Spezia. Nel mezzo però i primi minuti e le prime gioie personali e collettive nelle qualificazione agli Europei di categoria con la maglia dell’Italia Under 21, guidata da quel Silvio Baldini che tanto ha saputo apprezzare Dagasso. Poi a gennaio il salto tra i “grandi”, pur rimanendo in Serie B, ma unendosi al Venezia sognatore della Serie A, dove ritrova un amico come Alessandro Plizzari. La prima firma con la maglia dei lagunari è addirittura duplice. L’Avellino cade per 4-0 sotto i colpi dell’undici di Stroppa, trascinato dalla doppietta di Dagasso.
Successo fondamentale, che si rivelerà decisivo nel computo generale per conquistare la vetta del professionismo italiano. Le emozioni però non finiscono qui. Silvio Baldini, allenatore ad interim della Nazionale maggiore, ha convocato il centrocampista pescarese per le amichevoli di giugno contro Lussemburgo (3 giugno) e Grecia (7 giugno). L’azzurro che unisce tutta la penisola torna quindi ad annoverare un calciatore abruzzese nella prima selezione del paese dopo Marco Verratti. La scalata però per Matteo Dagasso è appena iniziata e il panorama sarà tutto da vivere.






