Mercorelli a TALK SA: “Capitano del Chieti, un orgoglio immenso. Questa stagione mi ha fatto crescere”

Una stagione che rimarrà impressa nei ricordi per tutte le vicende spiacevoli extra campo. Un campionato di formazione e crescita nonostante le avversità, coronato dalla fascia di capitano alle volte della salvezza. Simone Mercorelli, portiere del Chieti, ha sottoposto a bilancio, nel corso della puntata del mercoledì del TALK SportAbruzzo, l’annata calcistica dei neroverdi.

Profondo orgoglio e soddisfazione per la fascia di capitano, ma anche tante responsabilità soprattutto in una stagione così travagliata.

Ritrovarmi a essere il capitano del Chieti a 24 anni è una fonte di orgoglio immensa perché questa fascia l’hanno indossata giocatori di un calibro non solo qualitativo ma anche di spessore umano importante che hanno fatto la storia non solo del Chieti ma anche della nazionale italiana e del calcio italiano, del movimento del calcio italiano e ovviamente porta un carico di responsabilità che magari all’inizio non è stato facile da assorbire, ma mi ha fatto crescere tantissimo. Io mi reputo comunque una persona abbastanza matura, al di là di questo ero già abbastanza maturo, ma quando ti ritrovi in certo senso in queste situazioni qui c’è una sorta di selezione naturale no? O vai avanti o muori e rimani indietro quindi sì io mi porterò quest’anno avanti nella mia carriera però adesso voglio solo che arrivi un’ultima cosa finale per poter poi infine esprimere tutto quanto quello che penso e provo di questi periodi di questo di questo anno che è stato“.

Tante le delusioni e tanta l’amarezza. Tra tutti gli episodi cupi, per Mercorelli quello più spiacevole è il cambio in corso di ambizione.

Sicuramente passare da giocarmi inizialmente, perlomeno per quelle che erano le premesse, giocarmi un campionato, a poi rendersi conto che in effetti non c’era più nessun tipo di presupposto possibile, immaginabile, per provare nemmeno a lottare per i playoff. Magari per una persona come me, che io sono molto ambizioso e ho sempre, quasi sempre careggiato per cercare di stare nelle prime posizioni, per me è stato molto molto difficile. Rendersi conto poi che non hai tutto il controllo della situazione, cioè che ci sono cose che non dipendono da te. Io ovviamente avrei voluto che la squadra di inizio anno magari rimanesse intatta, ma non per altro, per nulla togliere ai giocatori che ci sono ora, semplicemente per una questione che con tanti giocatori magari ci giocavo da anni o dall’anno scorso, un legame che andava oltre con quel calcio, però quando poi vedi sgretolarsi tutto questo“.

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Serie D - Girone F

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Inter Sammaurese 2 punti di penalizzazione dopo decisione TFN.
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