Nel corso della puntata del mercoledì del TALK SportAbruzzo, Riccardo Mancini (telecronista di DAZN) in veste di ospite del giorno, ha toccato anche l’argomento Antonio Di Nardo. Con 14 reti all’attivo, l’attaccante napoletano è il miglior marcatore del Pescara. Una storia di sacrifici, rifiuti e tanta gavetta, che hanno portato Di Nardo a vestire la casacca biancazzurra.
Arrivato tra lo scetticismo per la prima stagione in Serie B in carriera, ha suscitato invece curiosità in Riccardo Mancini: “Penso era un rischio era un rischio grande che evidentemente Sebastiani ha cercato di prendere e ci sono state un po’ di colpe da parte della dirigenza lo ha ammesso anche lo stesso Sebastiani inizio stagione. È stato sbagliato l’allenatore evidentemente e poi quello che ha fatto Gorgone con questo gruppo ovviamente anche con i rinforzi è sotto gli occhi di tutti e suscitava un po’ di curiosità sicuramente il fatto del Pescara da neopromossa si affidasse a un attaccante che non aveva mai frequentato la serie B quindi è stato curioso“.
Prosegue poi il telecronista di DAZN, che dà merito all’impegno di Di Nardo ma anche alle sue caratteristiche tecniche.
“Sicuramente va dato atto al ragazzo di essersi impegnato tanto per migliorare per sgrezzarsi tecnicamente per adattarsi anche al campionato di Serie B poi è uno che la porta la sente e quello è anche un po’ nel DNA“.
Conclude Mancini, spiegando le possibili difficoltà del salto dalla Serie C alla cadetteria.
“Tra Serie B e Serie C forse lo scalino è più è più limitato e ha fatto leva forse anche su questo Antonio Di Nardo perché poi è uno che davvero la porta la sente si vede segna in tutti i modi soprattutto di testa lo sappiamo. Però è uno che che si fa sentire, che aiuta la squadra, lavora di sponda: è uno generoso e quindi tutte queste qualità secondo me aiutano anche all’adattamento in un campionato che che non è mai frequentato in vita tua“.






