Ennesima, clamorosa debacle per il calcio italiano: la Nazionale di Gennaro Gattuso riesce a farsi eliminare dal prossimo Mondiale dalla Bosnia in una partita francamente povera e mal interpretata, terminata prima sull’1-1 e poi con il successo dei locali ai calci di rigore. Pesa il rosso ricevuto nel primo tempo da Bastoni, che con una totale ingenuità (non da giocatore di livello alto) lascia in 10 i suoi dopo il vantaggio di Moise Kean. Nella ripresa, dopo una strenua resistenza ed una clamorosa occasione per il raddoppio sempre con Kean, l’Italia viene ripresa da Tabakovic. Ai rigori, poi, il successo della Bosnia dopo gli errori di Pio Esposito e Cristante, mentre i locali hanno trovato sempre il modo di superare Donnarumma.
Cosa dire?
Trovare parole è difficile.
Sicuramente l’Italia in campo è lo specchio di un Paese ormai alla canna del gas. Inconsistenza, poca incisività, assenza di carattere, qualità tecniche tanto vantate ma effettivamente quasi mai dimostrate su palcoscenici internazionali.
A dir poco clamorose le parole di Gabriele Gravina: il presidente della FIGC ha scelto di non dimettersi dopo questo ennesimo fallimento ed in conferenza stampa è riuscito a fare i complimenti ad una squadra, appunto l’Italia, che non parteciperà al Mondiale per la terza volta consecutiva (la seconda volta sotto il suo mandato). Per il momento la sua posizione resta legata ad un Consiglio Federale che si terrà subito dopo Pasqua, dal quale sembra difficile pensare che venga sfiduciato.
Non è tutto: dalla fantascientifica conferenza stampa di Zenica viene fuori anche il clamoroso dietrofront di Gianluigi Buffon. L’ex numero uno della Juventus aveva affermato di essere pronto a dimettersi in caso di mancata qualificazione; manco a dirlo, ieri ha preso tempo, asserito di essere a disposizione almeno fino a giugno per la Nazionale (fino a giugno per cosa? Non si sa). Posizione simile per Gennaro Gattuso, tecnico sportivamente parlando mediocre: i risultati lo affermano, ieri assolutamente incapace di leggere una partita giocata interamente a fare barricate.
Credere che tutto questo sia possibile è sinceramente difficile, ma sta succedendo oggi, qui. Serve un azzeramento totale: serve ripartire, ricostruire, trovare nuove basi, nuove idee, pensare e realizzare riforme globali. Andare avanti con questa gestione è impensabile.






