È toccato a mister Walter Piccioni, ex trainer del San Salvo, ricoprire il ruolo di ospite nella puntata di mercoledì del TALK SportAbruzzo. Dopo una precisa analisi del gruppo di testa del campionato di Eccellenza e sulle delusioni del torneo, l’ex tecnico dei biancazzurri ha spostato il focus sull’episodio che ha segnato la stagione 25/26. Si tratta chiaramente dell’esonero alla guida del San Salvo comunicato in data 22 febbraio post sconfitta con il Penne, terza consecutiva.
Teatini che avevano però ottenuto ottimi risultati come il 4° posto, la palma di miglior difesa e la finale di Coppa Italia, poi persa, con la Folgore Delfino Curi Pescara. Scelta che ha quindi lasciato tutto il mondo calcistico abruzzese sorpreso, al pari proprio di mister Piccioni.
“Esonero? È stato totalmente inaspettato. Gli obiettivi erano dichiarati dall’inizio, erano quelli di un campionato tranquillo, di riportare entusiasmo a San Salvo dopo che l’anno scorso si erano salvati al secondo play-out. E noi eravamo partiti bene, siamo stati sempre nelle prime 5-6 posizioni, siamo arrivati in finale di Coppa Italia portando più di mille persone ad Ortona. E credo che l’ambizione del presidente, che comunque è una persona speciale, nel senso che si è comportato benissimo, a prescindere che chi caccia i soldi può decidere e fare ciò che vuole, sicuramente non me l’aspettavo, però lui ha deciso di cambiare“.
Tra le cause, gli strascichi provenienti dalla finale di Coppa Italia? Questa la spiegazione di Piccioni, che chiude la disamina con una considerazione forte.
“Forse il fatto di non aver vinto la Coppa Italia ha rotto, tra virgolette, il giocattolo, perché tutti si aspettavano che noi potessimo vincere, ma la realtà dei fatti dice che giocavamo una finale secca e nella partita secca può succedere sempre di tutto. E poi incontravamo la Folgore, che aveva eliminato la Santegidiese, aveva eliminato il Lanciano, e ha ribattuto ancora il Lanciano domenica scorsa, quindi una squadra con dei valori. L’unico rammarico che ho è quello che secondo me nella finale non abbiamo espresso il reale valore della squadra, forse la troppa pressione, forse il fatto che eravamo i favoriti e dovevamo vincere ci ha condizionato. Però io non ho nessun rimpianto, ho dato tutto me stesso dal primo giorno che sono andato a San Salvo, ringrazio la società, il Presidente, il Direttore per l’opportunità che mi hanno dato, sono andato via a testa alta, credo che i numeri parlano chiaro, sono andato via che eravamo la miglior difesa. Non mi ricordo se quinto o sesto in classifica, con una finale di Coppa Italia, sicuramente nel calcio si può fare sempre meglio, però ci sono rimasto male, perché se un allenatore viene esonerato, anche quando raggiunge ampiamente gli obiettivi, diventa dura fare calcio“.
Prosegue poi l’analisi dell’ex tecnico dei teatini, che scende ancora più nel profondo delle partite che hanno preceduto il suo esonero.
“Forse siamo partiti troppo bene. Come dico sempre, i valori reali sono quelli attuali. Abbiamo fatto un campionato tranquillo, siamo stati sempre nella parte sinistra della classifica. Adesso l’obiettivo era quello di arrivare quarto, quinto, sesto, ma poco cambiava nell’ambito generale, nel senso che il nostro obiettivo era quello di fare un campionato tranquillo, di riportare entusiasmo, di comunque porre le basi per un futuro, perché il presidente è ambizioso, è un vincente di natura e quindi sicuramente negli anni a venire farà qualcosa di importante per il San Salvo. Penso che dopo la partita di Coppa Italia noi siamo andati a giocare a Lanciano mentalmente a pezzi. Abbiamo perso 2-1 con due calci di rigore che avete fatto vedere tutti non dati, abbiamo perso 1-0 su un’autorete con la Santegidiese, stiamo parlando di squadre fuori portata, nel senso che anche se noi l’andata abbiamo battuto il Lanciano, i valori nelle 34 partite sono nettamente diversi. E poi il presidente è un istintivo, comunque quando abbiamo perso a Penne ha deciso di cambiare, ripeto. Non ho nessun tipo di problema, ma accetto tranquillamente la decisione, perché nel calcio chi paga e il presidente paga puntuale è una persona seria e quindi può decidere di fare ciò che vuole“.
Si tratta inoltre del primo esonero nella carriera da allenatore per il tecnico classe ’78, già nostalgico del rettangolo verde.
“Un po’ di rammarico c’è, anche perché è la prima volta che sono stato esonerato, quindi è un’esperienza nuova, posso dire di aver provato anche questo. L’intento mio era quello di finire bene, perché avevo un gruppo di ragazzi fantastico, perché avevamo costruito comunque qualcosa di importante. Però va bene così, il calcio va avanti. Speriamo di ripartire subito il prossimo anno, perché per come sono fatto io il campo già mi manca“.
Infine un messaggio per tutto l’ambiente sansalvese, riportato probabilmente ai livelli che merita.
“Ma io sono orgoglioso di essere stato allenatore del San Salvo, perché ripeto si è ripartiti quasi da zero, noi abbiamo cambiato, ma penso sono rimasti due o tre giocatori dalla passata stagione, abbiamo ricominciato praticamente da zero, con una società nuova, con un presidente ambizioso, con un pubblico che fa invidia a tante società d’ Eccellenza. Quindi sono orgoglioso di aver riportato comunque entusiasmo, di aver fatto parte della rinascita e sono sicuro che negli anni a seguire il San Salvo farà ancora meglio“.





