Talk SA – Forcella: “L’Aquila? Non credo sia un problema di gestione. Va trovata una spina dorsale”

Nella nuova puntata odierna di SportAbruzzo Talk è intervenuto il giornalista Jacopo Forcella che ci ha parlato del Notaresco e dell’Aquila. Sui rossoblù di Chianese ha detto:

Sì, allora diciamo che in un’ottica assoluta, facciamo un flashback, torniamo un po’ a fineagosto, inizio settembre, L’Aquila in questo senso, diciamo che era, visto che è iniziato anche il Mondiale di Formula 1 da un po’, doveva essere in prima fila o quasi. Non è così, la squadra ha cambiato tanto, ha cambiato tre gestioni tecniche, Pochesci, Fucili, adesso c’è Mauro Chianese, questo secondo me comunque ha rallentato la crescita di una squadra e forse in un paio di circostanze ha proprio mostrato la corda con il Pomezia quando è stato sollevato Fucili e anche la sconfitta all’andata sanguinosissima con il Sora. È una formazione che aveva tante ambizioni negli ultimi anni che le ha avute, l’anno in cui, se vogliamo, è andata più vicina al colpo grosso e sono due stagioni fa quando probabilmente ne aveva meno rispetto alle ultime due annate”.

Forcella ha poi continuato:

Ti ricorderai quando si arrivò quasi testa a testa con il Campobasso, peraltro io quel giorno ero a Termoli per quello 0-0 con il Campobasso e vinse Chieti e di fatto vinse il campionato. È una squadra che nonostante abbia due bocche da fuoco molto molto prolifiche, Sparacello in gol anche domenica, Di Renzo no, ma poco importa, però evidentemente ha palesato nel corso del tempo limiti che non è riuscita a colmare. Anche a Senigallia ho visto un primo tempo sonnecchioso da parte di tutte e due le squadre, poi nella ripresa un buon piglio da parte dell’Aquila che ha portato anche al gol di Pandolfi ed è come se il gol avesse un po’ staccato la spina all’Aquila che non che abbia sofferto, ma ha quasi voluto un po’ gestire un vantaggio che però era solo di un gol e questo l’ha portato inevitabilmente a pagare dazio con due ripartenze e andare sotto“.

Sui rossoblù ha poi concluso:

Per quanto riguarda L’Aquila, secondo me non è tanto un fatto di gestione. Io credo che sia una questione che attiene probabilmente più alla costruzione di un architrave che oggi c’è solo in parte, perché c’è Michelin, che pur essendo giovane può essere una specie di senatore di questa squadra, c’è il capitano Brunetti, c’è Mantini, ma poi tanti giocatori vengono cambiati volta per volta e l’allenatore di turno probabilmente ha sempre un organico un po’ cangiante che è difficile da rimodellare ogni volta.
Invece a mio avviso bisognerebbe trovare una specie di spina dorsale composta da tre o quattro giocatori che sono quelli e sempre quelli. Se si riparte dalle certezze di quest’anno e si cambiano gli interpreti in relazione a quello che si vuole fare l’anno prossimo, quest’anno è una buona base. Hai due grandissimi attaccanti, hai il tuo capitano attorno a cui devi confermare anche una linea difensiva che sarà a tre o a quattro”.

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