Pablo Acosta, attaccante del Lanciano, è stato ospite di TALK SportAbruzzo, trasmissione in onda dal lunedì al venerdì dalle 15:00 sui nostri canali, raccontando la stagione sotto il profilo personale e di squadra.
Il centravanti ha da subito manifestato la serenità del gruppo: “E’ uno spogliatoio molto bello, siamo un gruppo di persone brave e siamo molto uniti. Si stanno vivendo momenti di entusiasmo tra di noi, è anche vero che ci viene l’attesa di aspettare ma anche se siamo ad un passo dal traguardo non ci esaltiamo troppo. E’ uno dei gruppi migliori che ho vissuto qui in Italia e secondo me è una delle forze migliori di questa squadra“.
L’argentino ha poi parlato della sua stagione e del suo compito in campo: “Penso che il mister mi abbia utilizzato tantissimo nel fine partita per dare riposo e fare salire la squadra, per tenere palla e calmare gli ultimi minuti andando a risparmio energetico come diciamo noi, tenendo di più il possesso palla. E’ stato il mio ruolo, è difficile perché sono partite che mancano di occasioni da gol nei minuti finali ma sono tranquillissimo e felicissimo di quello che ho fatto. E’ un contributo che alla squadra serve e ci sono partite come quella di domenica, in cui bisogna approfittare delle possibilità quando le si ha e sono contento di averlo fatto, è parte del gioco“.
Acosta si è successivamente espresso su quello che sarà l’impegno di domenica, in campo della Folgore Delfino Curi: “Dal punto di vista tattico sono partite molto diverse da quelle che si giocano al biondi, campo più ristretto, cambia la superficie perché è un sintetico, sono banali caratteristiche o dettagli che fanno la differenza sui quali il mister ci sta preparando al meglio possibile. Sarà una partita gagliarda, sono una squadra difensivamente strutturata e sono forti nelle ripartenze, hanno dato problemi a più di una squadra in casa, vogliamo prepararci per affrontare al 100% questa partita perché è fondamentale“.
Il classe ’90 ha poi approfondito il discorso legato alle sue radici: “Nella regione dove sono io sono quasi tutti italiani, i nostri nonni sono venuti tanti anni fa a fare una vita diversa dall’Italia così come noi adesso stiamo rifacendo i loro passi: sono legatissimo all’Italia, sono 17 anni che vivo qui e per me è una seconda casa, mi sono trovato sempre bene e le persone, sono molto simili all’Argentina“.





