Per il Pescara ha preso il via ad agosto una Serie B francamente troppo brutta per essere vera. Il capitale sportivo (e non solo) conquistato dopo la promozione dalla Serie C, con l’eroica notte contro la Ternana sotto la guida di Silvio Baldini e con le parate di Alessandro Plizzari, ha visto i biancazuzrri trovare subito tante difficoltà nel mercato: il cambio di modulo di Vivarini (una sorta di 3-4-2-1 schierato inizialmente, forzando posizioni come quella di Valzania da esterno destro tutta fascia) e la parziale inconsistenza degli arrivi, al netto di cessioni importanti, ha creato da subito enormi problemi. Il Pescara ha perso malissimo all’esordio contro il Cesena, poi la squadra nel tempo ha mostrato momenti di ottimo calcio (il 4-0 interno con l’Empoli) fino a precipitare in una spirale negativa, fino all’ultimo posto in classifica. Vivarini è stato esonerato dopo che la squadra ha mostrato di non rispondere più, si pensi al pesante ko di Palermo ed al seguente interno contro il Monza.
E’ arrivato Giorgio Gorgone, e con lui la scossa iniziale è stata forte. Il Pescara avrebbe dovuto (e meritato di) raccogliere più punti di quelli effettivamente conquistati nel corso delle giornate sotto la guida dell’ex Lucchese: sfortuna ed arbitraggi non hanno aiutato, così come il pessimo mercato di gennaio. Il tecnico aveva chiesto giocatori pronti e non da riatletizzare, l’impressione è che si sia fatto l’opposto.
Dal match interno contro il Modena, e quindi dopo la gara di Castellammare di Stabia, il Pescara è crollato sportivamente. Le prestazioni si sono infiacchite, i risultati non sono arrivati. I match da vincere per forza, per continuare a sperare (Mantova, più degli altri, ma anche Catanzaro ieri) non hanno portato soddisfazioni. La situazione è ora oggettivamente disperata, forse è già finita: i biancazzurri sono ultimissimi ed hanno 8 punti di ritardo rispetto alla prima squadra che disputerebbe i playout, proprio il Mantova; con la gara di oggi dello Spezia, la situazione può anche peggiorare. La salvezza diretta è a dieci punti, una rincorsa che pare impossibile con sole 14 partite ancora da disputarsi.
Le prossime 4 gare preoccupano non poco: la trasferta di Avellino, poi quella di Venezia, dunque Palermo in casa e Frosinone allo “Stirpe”. Le ultime dieci gare, come anticipato qualche tempo fa da Gorgone, sono quasi tutti scontri diretti; il Pescara ci potrebbe però arrivare, salvo miracoli sportivi, già tagliato fuori da tutto.
Fonte foto: Pescara Calcio. Credits: Massimo Mucciante.





