Il Pescara potrebbe aver deciso di passare alla difesa a 4 dopo aver visto una serie di risultati carenti con la sua difesa a 3: i 2 gol di media incassati a partita fino ad oggi in Serie B, d’altronde, parlano letteralmente da soli. E questo, al netto di numerosi interventi dell’ottimo Desplanches, che ha evitato imbarcate più importanti.
In tale senso, l’uscita di Tommaso Corazza (esterno tutta-fascia sulla sinistra) potrebbe combaciare, visto l’arrivo di Andrea Cagnano: il terzino sinistro dell’Avellino appare più idoneo a giocare in modo naturale nella posizione di esterno in una difesa a 4; in quel ruolo, in ogni caso, può giocare in maniera appropriata Letizia. A destra potrebbe piazzarsi Oliveri, o Faraoni quando ristabilito (l’impressione è che ne avrà per un mesetto), mentre il centrocampo dovrebbe essere a 3. Brugman play, per ipotesi, con Valzania a fare legna (o il nuovo Dabo) e Caligara come altra mezzala. Due trequartisti, e segnatamente Olzer e Insigne (pronti in panchina Meazzi e Merola come alternative), alle spalle di una punta unica, a scelta tra Di Nardo e il giovane Russo.
Un ritorno al 4-3-3, dunque, magari travestito da una sorta di 4-3-2-1. Un modulo congeniale alla storia del Pescara, che tante soddisfazioni ha dato a questo club, con la fine di una difesa a 3 che ha penalizzato fortemente la fase di non possesso dei biancazzurri fino ad oggi.
Il possibile ritorno alla difesa a 4. Pescara (4-3-2-1): Desplanches; Oliveri, Bettella, Gravillon, Letizia; Valzania, Brugman, Caligara; Olzer, Insigne; Di Nardo. A disposizione (sempre in 4-3-2-1): Saio; Faraoni, Capellini, Altare, Cagnano; Dabo, Brandes, Acampora; Merola, Meazzi; Russo. Ulteriormente a disposizione: Profeta, Corbo, Berardi, Graziani, Okwonkwo, Tsadjout. Allenatore: Giorgio Gorgone.





