Ve l’avevamo raccontato prima della gara, oggi purtroppo siamo qui a ribadirlo: il Pescara è entrato nella fase più difficile della sua stagione. Il mese di febbraio ed i primi giorni di marzo presentano un calendario davvero ostico per il club biancazzurro, ed il momento coincide con la fase di ri-atletitzzazione di diversi nuovi arrivati (si pensi a Brugman, Insigne, Altare…).
La sconfitta di Cesena ieri, ora ci saranno il Catanzaro, martedì in casa, e l’Avellino fuori, prima di un trittico a dir poco spaventoso composto da Venezia (fuori), Palermo (in casa) e Frosinone (fuori). Il rischio di non conquistare punti, da ultima della classe conclamata, è altissimo: a ben poco servirebbero le ultime dieci gare, quelle di cui ha parlato lo stesso Gorgone, composte da diversi scontri diretti: per sperare nella salvezza servirebbe sostanzialmente di vincerle tutte, o quasi. E questo Pescara, fino ad oggi, ne ha vinte soltanto due in Serie B, mostrando una fragilità disarmante.
Servirà sostanzialmente un miracolo: diventa cruciale vincere contro Catanzaro ed Avellino, (o insomma, vincerne almeno una, tra martedì e domenica).
Per il resto, il tempo a disposizione del Pescara sembra già finito.





