Santegidiese, Marco Donatangelo: “Il campo mi manca. Con la squadra fatto un buon lavoro. Ritorno in campo? Prima la salute”

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Era tutto iniziato con un fulmine a ciel sereno. 2 ottobre 2025: sul comunicato della LND Abruzzo, Marco Donatangelo compare nella lista dei giocatori svincolati da parte della Santegidiese. Non una scelta voluta, ma un problema di salute che ha fatto fermare momentaneamente ai box l’ex centrocampista di Giulianova, Avezzano, Castelnuovo e Chieti. In una lunga intervista ai nostri microfoni, il classe 95′ ha raccontato del momento lontano dal rettangolo verde di gioco.

La nostalgia però è sempre il sentimento più altisonante nell’animo di ogni figura che viene allontanata da un ambiente che si può definire casa, come lo era il campo di gioco per Marco Donatangelo. “Sto abbastanza bene. Fortunatamente non sono rimasto fermo, ma anche per forza di cose mi sono dovuto un po’ adattare, ho cercato di sfruttare il mio percorso di studi, quindi ho iniziato a lavorare. La Santegidiese mi ha dato un nuovo comunque incarico che ti dà comunque la responsabilità diversa semplicemente perché è la prima volta che mi trovo dall’altra parte dello spogliatoio. Però tutto sommato sto bene, l’unica cosa che aspetto è di sapere con certezza quello che potrebbe e non potrebbe succedere in futuro. Per il resto ci siamo riorganizzati: è normale il campo mi manca. I primi periodi un po’ meno perché magari sei un po’ scottato da quello che è successo però, adesso mi capita che quando la domenica vedo le partite la voglia di tornare in campo è forte. Mi manca quel ritmo, mi manca proprio vivere quelle sensazioni, quella parte emotiva che solo il campo ti dà. Anche se fuori, dico la verità, emotivamente pure. Però è un’emotività diversa, perché diciamo tu assisti alla partita, però fondamentalmente dipende e non dipende da te in quel momento, quindi è totalmente diverso“.

La Santegidiese ha infatti offerto un nuovo ruolo al calciatore, che ha spiegato ai nostri microfoni in cosa consiste, tessendo più volte le lodi del direttore sportivo Mario Lubrano. Una scelta per fa sentire Donatangelo ancora nel progetto Sant. “Questa è una cosa che assolutamente ho apprezzato tantissimo, per niente scontata. Anzi è stata voluta fortemente da loro: quando mi è successa questa cosa loro da subito mi hanno detto “tu rimani qua con noi”. Inizialmente quindi io ho chiesto se avessero bisogno di qualcosa di specifico che io facessi, perché altrimenti non aveva senso né per me, né per loro. Magari mi avrebbe aiutato un pelino economicamente, però lasciava un po’ il tempo che trova. Mi hanno affidato questo incarico che è un po’ una via di mezzo tra la società e la squadra. Allo stesso tempo collaboro col direttore (Mario Lubrano, ndr), quindi ci confrontiamo, soprattutto sulla gestione delle cose, anche sull’aspetto del mercato e do sostegno al mister. Non tanto dal punto di vista tecnico, però per esempio, quando capita che lui è squalificato, vado in panchina, faccio da tramite e ci confrontiamo. Sono un po’ su tutti i settori. Non avevo minimamente ancora idea se mi piacesse magari la parte di campo, la parte dirigenziale. Per quello di cui hanno bisogno, io mi metto a disposizione“.

Prosegue poi l’ex calciatore del Giulianova: “Il mio zampino dietro qualche colpo? Più che il mio zampino ci siamo confrontati col direttore, tra l’altro molto preparato, forte nel modo di fare le cose. Sto imparando tanto da lui. Ci confrontiamo soprattutto in virtù fatto che lui è il primo anno che è in Abruzzo. Quindi ci confrontiamo sempre io lui e il mister su che caratteristiche ci servirebbero. Poi ovviamente avendo giocato comunque tanti anni in Abruzzo, avendo tante conoscenze, do tutte le informazioni di cui lui ha bisogno per decidere al meglio. All’inizio loro (Buonocore e Lubrano, ndr) giustamente conoscendoli già, sapendo le caratteristiche, sapendo il valore, hanno portato qualcuno come Pastore, che è un ottimo difensore, Gadaleta, Quirino, un ragazzo giovane che ha tanta qualità. Però poi anche intorno a loro bisognava costruire con del materiale affermato qua in categoria e che conoscesse bene anche appunto la realtà che andava che andava ad affrontare“.

Nella sfortuna di essere lontano dal campo, comunque Marco Donatangelo sta scoprendo nuove qualità professionali e in toto il ruolo del direttore sportivo. L’esperienza potrebbe aprire le porte della carriera dirigenziale in futuro? “Futuro in dirigenza? Sto ancora cercando di capire se può fare per me o meno. Per il carattere che ho, mi trovo a mio agio a parlare con le persone. Oltre al prendere i giocatori, allestire la squadra insieme al mister, il direttore sportivo è fondamentale anche nella gestione di determinate dinamiche. Io caratterialmente sono sempre uno che cerca di accontentare tutti, però giustamente quando fai il direttore devi fare delle scelte. Ovviamente quello che non viene scelto va scontentato, quindi devo ancora capire bene: però mi piace. Sto imparando tante cose sia dal direttore, ma anche delle dinamiche che ci sono dietro determinate situazioni, che io vivendole da giocatore giustamente le vivevo totalmente dall’altra parte. Ci sono tante cose che magari mi piacerebbe fare: con certezza non ancora non ancora so, però è stata una piacevole scoperta“.

Un commento anche poi sull’ottimo cammino condotto dalla Santegidiese finora nel campionato di Eccellenza, con il primato in coabitazione del Lanciano. “Noi l’abbiamo detto da subito: non ci siamo mai nascosti, perché secondo me a livello prettamente strategico, magari non avendo la spinta per esempio di Lanciano in cui magari di pressione già ne hai tanta e quindi di conseguenza tendi a mitigare le cose. Invece a Sant’Egidio la gente ha un grande senso di appartenenza e ha un grandissimo potenziale sotto questo punto di vista. Abbiamo deciso di non nasconderci, ma anche perché già col mercato estivo io avevo intuito le potenzialità della società anche in base ai nomi, ai giocatori che la società ha cercato e che poi effettivamente ha preso. Non abbiamo ancora espresso il nostro pieno potenziale: da una parte mi gratifica nel senso che vuol dire che la squadra è veramente forte, da un’altra parte ovviamente sai che comunque ti stai giocando il campionato e quindi speri di arrivarci il prima possibile. Secondo me è stato è stato fatto un buon lavoro: speriamo di riuscire a tagliare il traguardo davanti a tutti. Ogni anno mi ha insegnato qualcosa di diverso: io all’inizio ero sempre convinto che per arrivare all’obiettivo ci fosse un unico modo. E invece poi conoscendo realtà diverse, persone diverse, situazioni diverse, mi sono reso conto che ci sono più modi, quindi sono anche un po’ più ottimista rispetto a prima. Fondamentalmente le strade da seguire sono sicuramente più di una, però la cosa fondamentale è quello di riconoscere quell’obiettivo comune“. 


Pensiero finale sul ritorno in campo: Donatangelo però non ha ancora chiaro il quadro della situazione che lo ha obbligato ad una pausa momentanea. Chiara però è la priorità sulla salute. “Siamo in fase di aggiornamento: bisognerà capire un po’ l’entità della cosa. Attualmente il ritorno in campo viene dopo: prima la salute e poi il calcio“.

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Eccellenza - Regular Season

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