Dos Santos apre, Carnevali chiude: l’Avezzano piega il Varano e resta in vetta

Un’altra vittoria da squadra vera, di quelle che pesano e che raccontano molto più di un semplice risultato. La FC Avezzano supera anche l’ostacolo Varano, firma il 2-0 e resta saldamente aggrappata alla vetta, difendendo il primato con la forza di chi sa soffrire e colpire al momento giusto. Non è stata una passeggiata.

Varano con il coltello tra i denti, gioca senza timori reverenziali e rende la partita ruvida, spigolosa, combattuta.

L’equilibrio si spezza al 32’pt, quando Dos Santos trova la zampata vincente su un’azione che scatena le proteste degli ospiti, convinti di un’irregolarità. Da lì in poi l’attesa è lunga. Per oltre un’ora il risultato resta in bilico, anche se i biancoverdi, in realtà, non concedono mai vere occasioni agli avversari.

Il Varano palleggia e prova a costruire, ma Chicarella resta quasi uno spettatore non pagante. Il sospiro di sollievo arriva solo al 46’ della ripresa, quando Carnevali chiude i conti mettendo il sigillo su una gara che stava diventando più sofferta del dovuto. Il suo gol è una liberazione, l’epilogo perfetto di una battaglia vinta con pazienza e maturità.

Vincere era l’unica cosa che contava, anche guardando agli altri campi: la Rosetana non molla e resta in scia grazie al successo di Tornimparte. L’Avezzano risponde presente, con una prestazione che, qualche piccola sbavatura a parte, convince per atteggiamento e spirito di sacrificio.

Solidità difensiva che oggi fa la differenza: Peschiaroli e D’Ercole spingono sulle fasce, arano metri e imbeccano palloni pericolosi. Bozzolini, in una delle sue gare migliori, bravo nel far salire la squadra e nel creare varchi centrali. Villa è una diga silenziosa, sempre al posto giusto,  puntuale nel controllo delle retrovie.

Mascella dirige il centrocampo come un maestro d’orchestra che ha finalmente trovato l’armonia giusta, insieme a Sindjic che porta ordine e geometrie e Mercogliano che si sacrifica con orgoglio, macinando km e incarnando appieno lo spirito di una squadra operaia.

Davanti, il solito tridente non tradisce: Covarelli, Micciché e Dos Santos restano costantemente in agguato, con quel fiuto per il gol che appartiene solo a chi non si accontenta mai. E poi c’è Carnevali, l’uomo della provvidenza, che entra e mette fine all’agonia di una partita che l’Avezzano stava dominando più nel gioco che nel punteggio.

Mister Pagliarini continua a guidare il gruppo con la mano ferma del leader: tecnica sì, ma soprattutto mentalità. È questo il marchio di fabbrica di un progetto ambizioso che, giornata dopo giornata, sta regalando sogni e certezze a un popolo biancoverde sempre più convinto.

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