Un punto di carattere, sofferenza e orgoglio. Il Pescara esce dal “Romeo Menti” con un 2-2 che sa di ripartenza. Contro una Juve Stabia imbattuta tra le mura amiche e con una difesa impermeabile da tre turni, i biancazzurri mettono in campo una prestazione di sacrificio, andando avanti, subendo il sorpasso e trovando la forza di reagire nel lunghissimo recupero. Dopo il toccante minuto di raccoglimento per le vittime di Crans-Montana, il match inizia su ritmi altissimi. La Juve Stabia prova subito a far valere il fattore campo con Candellone, ma Desplanches risponde presente. Il Pescara, però, non resta a guardare: nonostante l’emergenza infortuni e mister Gorgone in panchina nonostante l’influenza, i biancazzurri crescono col passare dei minuti.
Al 35′ la svolta: su una punizione ben calibrata, Olzer controlla magistralmente di testa e fulmina Confente con un sinistro chirurgico. È il gol che rompe l’imbattibilità interna della difesa campana e gela il pubblico locale. Prima dell’intervallo, Letizia sfiora addirittura il raddoppio, ma il palo (grazie a un tocco di Confente) nega la gioia dello 0-2. L’inizio del secondo tempo è un monologo pescarese. Olzer spaventa ancora Confente con un sinistro violentissimo, mentre Di Nardo colpisce una traversa (seppur a gioco fermo per offside). La Juve Stabia barcolla ma non cade e, al 23′, trova il pari: Pierobon crossa per Correia che batte Desplanches. L’azione è macchiata da un sospetto tocco di mano di Dos Santos, ma il VAR, dopo una lunghissima consultazione, convalida tra le proteste pescaresi.
Il finale è un dramma sportivo. Al 43′, dopo una revisione al monitor per un fallo di mano di Olzer, l’arbitro Piccinini assegna il rigore ai padroni di casa. Candellone non sbaglia, nonostante Desplanches intuisca la traiettoria. Sembra finita, ma il Pescara ha sette vite. Durante i nove minuti di recupero, Gorgone getta nella mischia Sgarbi. Al 47′, il neo-entrato riceve palla a pochi metri dalla porta e con un tocco delizioso firma il 2-2. È l’urlo di liberazione di un gruppo che non vuole arrendersi all’ultimo posto in classifica.
Un pareggio che dà morale e continuità, ottenuto su un campo difficilissimo. Il Pescara torna in Abruzzo con la consapevolezza che, con questo spirito, la salvezza è possibile.
Foto: Pescara Calcio. Credits: Massimo Mucciante




