Ai microfoni di SportAbruzzo mister Donato Ronci ha analizzato il momento difficile dell’Angizia Luco, reduce da un girone di ritorno avaro di soddisfazioni, con due pareggi e una sconfitta all’attivo.
“È un’annata particolare, per tanti motivi – ha spiegato il tecnico –. Si doveva ripartire da quanto di buono fatto lo scorso anno, ma purtroppo non è successo e questo ha inciso pesantemente sul nostro campionato. Le responsabilità sono di tutti: Società staff gruppo squadra e in primis mie, da allenatore. Siamo stati bravi a vincere contro Avezzano, Villa Mattoni e Varano, squadre molto forti, ma non altrettanto con Favale, Pizzoli e Tornimparte. In quelle tre partite abbiamo lasciato per strada punti, soprattutto per colpa nostra. In altre occasioni, invece, siamo stati anche sfortunati, con episodi che non ci hanno sorriso, vedi Casoli, Nereto e Ortucchio, che hanno pareggiato negli ultimi secoli di partita”.
Il discorso si sposta poi sull’obiettivo playoff, che appare sempre più utopia:
“Credo che al momento ci sia troppo distacco tra la seconda e la terza posizione. In questo caso la Rosetana, anche se a pari punti con l’Avezzano, ha creato un gap difficile da colmare. Rientrare nei sette punti mi sembra improbabile per le altre squadre. Per questo, oggi, l’obiettivo realistico è la salvezza il prima possibile, intorno ai 42-43 punti”.
Non solo campionato, perché per l’Angizia c’è anche l’impegno di Coppa Italia:
“Affronteremo la Rosetana, testa di serie del torneo. Vogliamo giocarci le nostre carte e provare a passare il turno. Non sarà facile, ma ci proveremo”.
Infine, Ronci ha voluto chiarire il momento di tensione con il tifo organizzato:
“La contestazione dei tifosi è legittima. Mi dispiace molto perché ci sono sempre stati vicini, ma quando si vedono prestazioni sbagliate è normale che arrivino critiche. Ho chiesto ai ragazzi di onorare la maglia fino alla fine, fare più punti possibili e cercare di ricucire il rapporto con la tifoseria, che per noi è sempre stata il dodicesimo uomo in campo”.






