Gabriele Scatena, ex arbitro di Serie A e Serie B, ha commentato a “DENTRO LA DECISIONE“, il podcast di SportAbruzzo dedicato alle scelte arbitrali, i casi di Spezia-Pescara (1-2 il finale).
In particolare, ci si è riferiti alla presunta spinta su Cangiano ed al tocco di mano di Comotto a tempo praticamente scaduto; in entrambi i casi, non c’è stata la chiamata al VAR per l’arbitro o l’assegnazione del calcio di rigore.
- CONTATTO SU CANGIANO.
Scatena ha parlato così del primo caso, quello della presunta spinta su Cangiano verso la porta: “Siamo nella fattispecie della regola 12 del regolamento del gioco del calcio, “falli e scorrettezze”. In questo caso, l’azione si sviluppa dalla destra con Sgarbi che salta l’uomo, crea superiorità numeri e mette il pallone al centro. C’è una colluttazione tra l’attaccante del Pescara ed il difensore dello Spezia. Spezzettando l’azione, partiamo da un presupposto: l’attaccante del Pescara non si trova mai in una posizione di vantaggio rispetto al difensore dello Spezia. Che fa l’arbitro in questo caso per decretare o meno la punibilità di questo intervento? Si concentra nel guardare l’azione da parte del difendente, che è il deputato a commettere o meno l’intervento falloso nei confronti dell’attaccante. Si arriva ad un certo punto, vicino all’area di porta, che è l’area piccola, in cui i due calciatori vengono a contatto e sono uno di fianco all’altro. Dalle immagini di DAZN, se mi devo concentrare come arbitro a vedere un intervento falloso da parte del difendente, non riscontro né una spinta né uno sgambetto: a mio modesto parere, la decisione presa in campo, quella di lasciar proseguire con il “play on” è corretta. Concentrandomi sul difensore, non fa nulla, c’è un contatto ma non tale da poter procurare una caduta del genere o l’assegnazione del calcio di rigore“.
2. TOCCO DI MANO DI COMOTTO.
Sul tocco di mano di Comotto al 96esimo: “Da un cross dalla destra c’è la giocata da parte di un giocatore del Pescara ed il tocco di mano di un difendente dello Spezia. Siamo sempre, a livello regolamentare, nella regola 12, “falli e scorrettezze”. In un trafiletto di questa regola ampia c’è la fattispecie del tocco di mano. Parto dal tocco di mano perché non tutti i tocchi di mano sono punibili: dobbiamo stabilire quando un tocco di mano diventa fallo di mano, punibile. Il regolamento lo fa. Sono due le fattispecie: a pagina 90, il tocco di mano diventa punibile quando il calciatore compie un movimento con il braccio in maniera deliberata verso il pallone, quindi è il braccio che si muove verso il pallone e non il pallone verso il braccio. Nel primo caso, il tocco di mano diventa fallo di mano ed è punibile. Nel secondo caso, il calciatore fa più grande sé stesso compiendo un movimento deliberato, innaturale, che non è congruo con il movimento che sta facendo. Il braccio si muove verso il pallone e non viceversa. Io non vedo, dalle immagini, il verificarsi di queste due casistiche rappresentate dal regolamento. Il movimento del braccio del difensore è un movimento del tutto naturale, prima di impattare sul pallone il calciatore dello Spezia ha già il braccio largo. E’ un movimento naturale. Terza discriminante, c’è poca distanza tra l’attaccante del Pescara ed il difensore dello Spezia“. Dunque, per Scatena non vi sono stati gli estremi per assegnare il calcio di rigore: “La scelta più congrua e coerente è quella del “play on”. Il VAR non è intervenuto perché ha fatto le mie stesse ipotesi“.
“DENTRO LA DECISIONE” è in onda ogni lunedì sulla SportAbruzzo TV, per commentare con Gabriele Scatena gli episodi più discussi del weekend di calcio.




