DESPLANCHES 7,5 (IL MIGLIORE): Se il Pescara resta in partita fino al 92′ è quasi esclusivamente merito suo. Inizia dopo 90 secondi salvando coi piedi, vola su Wisniewski e chiude la saracinesca su Di Serio e Vlahovic con interventi prodigiosi. Incolpevole sui gol: sul primo è beffato dalla deviazione ravvicinata, sul secondo tradito da una carambola amica. Ultimo ad arrendersi.
GRAVILLON 5,5: Pomeriggio complicato. Il suo rinvio corto innesca l’azione del primo vantaggio spezzino firmato Di Serio. Nella ripresa appare spesso in affanno sulle ripartenze liguri.
BROSCO 6: Guerriero sfortunato. Fino alla mezz’ora regge l’urto, poi un tremendo scontro testa contro testa con Aurelio lo mette ko. Esce dal campo con una vistosa fasciatura dopo aver dato tutto. (Dal 1′ st SGARBI 6: Entra in una fase di sofferenza e fa il suo dovere senza sbavature evidenti fino al finale convulso).
CAPELLINI 5,5: Una partita di grande sacrificio macchiata dalla sfortuna più nera. Gioca con un’ammonizione sul groppone dal 23′ del primo tempo, ma regge. Al 92′, però, si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato: la spizzata di Letizia gli carambola sulla schiena e serve l’assist involontario ad Artistico.
CORAZZA 6: Spinge con costanza sulla fascia destra, mettendo al centro un paio di cross interessanti e provando anche la conclusione. Sufficiente.
OLZER 5,5: Si incarica di quasi tutti i calci piazzati, ma spesso non trova la misura giusta. Qualche spunto, ma troppo poco per accendere la luce in un match così delicato. (Dal 40′ st SQUIZZATO s.v.).
VALZANIA 5,5: Lotta nel fango del centrocampo, prendendosi anche un giallo per fermare una ripartenza. Meno lucido del solito in fase di costruzione, si limita a fare diga.
DAGASSO 7: Il gol del pareggio è una gemma: destro potente e preciso sotto la traversa che gela il ‘Picco’ proprio all’ultimo secondo del primo tempo. Dinamismo e qualità al servizio della squadra fino al cambio. (Dal 10′ st CALIGARA 6,5: Entra benissimo e sfiora l’eurogol colpendo un palo clamoroso che grida ancora vendetta).
LETIZIA 5,5: Croce e delizia, ma alla fine pesa l’errore. Spinge tanto e mette lo zampino nell’azione del gol di Dagasso. Nel finale la carambola con Capellini apparecchia la tavola per il gol vittoria dello Spezia.
DI NARDO 6,5: Lotta come un leone su ogni pallone sporco. Spesso isolato, fa a sportellate con i corazzieri dello Spezia senza mai tirare indietro la gamba. Un esempio di spirito di sacrificio, anche se raramente pericoloso sotto porta.
TONIN 6: Meno appariscente del solito. Si sacrifica molto in ripiegamento e cerca di aprire varchi per i compagni, ma gli manca il guizzo decisivo negli ultimi metri. Gara di sostanza, non di forma. (Dal 23′ st CANGIANO 6: Porta vivacità e reclama un rigore che sembrava esserci).
ALL. TESTINI (GORGONE) 5,5: La squadra ha cuore e reagisce allo svantaggio, ma paga a caro prezzo disattenzioni individuali e sfortuna. La classifica ora fa paura.
SPEZIA (3-5-2): Mascardi 6; Wisniewski 6, Hristov 5,5, Beruatto 6; Vignali 6,5, Bandinelli 6,5 (20′ pt Comotto), Cassata 6, Kouda 6(36′ st Verde), Aurelio 6,5; Di Serio 6,5(24′ st Vlahovic 5,5), Soleri 5,5 (24′ st Artistico 7). A disp. Loria, Jack, Nagy, Lapadula, Candela, Onofri, Candelari, Mateju. All. Donadoni 7
Arbitro: Zanotti di Rimini 5,5 dubbi sul rigore non concesso al Pescara. Per il resto tiene bene la partita











