Giorgio Gorgone, tecnico del Pescara, ha parlato oggi in conferenza stampa per presentare la gara di domani sul campo del Bari. Si tratta del match che vedrà i biancazzurri contrapposti all’ex mister, Vincenzo Vivarini, ma anche una partita da non sbagliare per una classifica che sembra davvero pericolosa: “E’ stata una settimana fatta bene dai ragazzi, l’umore dopo la partita di Padova era un po’ giù come è normale che sia: bisogna andare oltre queste cose qui. Dubbi? Sì, come sempre perché ho visto una squadra viva contro il Padova, probabilmente ci sarà qualche variazione ma considero tutti e non accantono nessuno finché li vedo concentrati sull’obiettivo, se sono allineati hanno tutti possibilità. Va messo da parte ogni individualismo. La settimana, comunque, mi è piaciuta”.
Sulla formazione e sul rientro di Olzer, forse dal primo minuto: “Col Padova abbiamo giocato con tre attaccanti, il dubbio è quello, su alcune valutazioni che farò in base a quello. Olzer? L’avete visto prima di me, è fermo da un paio di mesi ma ha delle caratteristiche importanti e c’è bisogno di recuperarlo prima possibile. Con la sua presenza, diventa una valutazione diversa come metterli davanti”.
Sul pericolo dato dall’ultimo posto in classifica: “Se non avvertissimo il pericolo, visto dove siamo, sarebbe limitante. Ma se il pericolo ti blocca, diventa un problema ancora più grande secondo me. Abbiamo tutti la percezione, io in primis perché sono arrivato in una situazione che conoscevo molto ben: se sono venuto è perché penso che ci sia il tempo di giocarsi qualcosa, per me è vitale e penso di trasmetterlo. Sì il pericolo, ma se questo blocca diventa un problema”.
Gorgone si è poi concentrato sull’ambiente di Pescara: “Pescara è un posto dove c’è gente di coraggio ed estrosa, questo posto non ha bisogno di deprimersi. C’è bisogno di queste cose qui. Credo che questo sia un posto dove la gente ha visto il calcio serio e riesce a distinguere se fai male, vinci, o se fai bene e perdi. Bisogna raschiare fino all’ultimo il barile con atteggiamenti giusti e con sacrificio, bisogna mettere in pratica quello che uno può dire, che magari sono anche le parole mie. So che non ho un grandissimo pedigree ma non mi interessa, credo in delle cose e spero di trasferirle“.
Sulla presenza di un ex, che non si è lasciato benissimo con il presidente Sebastiani, come Vincenzo Vivarini sulla panchina del Bari: “Ho grande stima nell’allenatore, non sono ruffiano e non ho bisogno di appoggiare cose dette dal presidente. E’ una questione che non mi riguarda, anche se fa parte del gioco. Vivarini ha fatto grandissime cose, gli allenatori toccano picchi alti e poi hanno pause… cosa mi porta esprimermi su questa cosa? Credo che nel calcio ci siano momenti in cui le cose non si incastrano e si cercano colpevoli, non è una caccia alle streghe ma si cerca di analizzarle, tutto qui”.
Gorgone ha poi parlato di qualità tecniche e si è concentrato sui suoi: “Ci sono anche dubbi individuali, Meazzi ha fatto una grandissima partita per me. Il Bari è una squadra tecnica, ha un allenatore che predilige il gioco ed ha qualità. In questa stagione, le squadra che affronteremo saranno tutte o di altissimo livello o di livello buono. Ma vedo anche quelli che abbiamo noi: vedo potenziale inespresso, non per colpa di qualcuno ma perché hai steccato delle partite o qualcuna ti ha girato male ed hai meno fiducia. Bisogna iniziare a percepire il pericolo“.











