Giorgio Gorgone, tecnico del Pescara, ha parlato in conferenza stampa per presentare il match di domani contro la Reggiana. Il tecnico ha iniziato elencando chi non sarà della gara: “Indisponibili Giannini, Merola, Kraja, Tsadjout e si è aggiunto Faraoni. Matteo è stato precauzionalmente fermo, per il resto sono tutti disponibili. Settimana con l’ennesima amarezza vista la gara in cui avremmo meritato di più e raccolto meno, ma è terminata e siamo concentrati per la gara di domani“.
Sulle condizioni di Dagasso: “Dagasso si è allenato in modo individuale, se dovesse star bene speriamo che non accada quanto accaduto a Faraoni. Faraoni si è allenato da solo per tanto tempo e fatto tre gare di ottimo livello, ci sono intoppi che possono capitare. Le valutazioni andranno fatte a lungo termine, non possiamo pensare che domani sia l’ultima gara da giocare”.
Sul fatto che la linea di galleggiamento della salvezza sia ancora vicina, ad appena 5 punti dal Pescara: “Hai ancora a disposizione tante partite, è sempre stato un campionato anomalo. Se mancassero tre partite sarei preoccupato, se ne mancassero 10 sarei preoccupato… ne mancano 20, sono preoccupato ma possiamo farcela”
Mister Gorgone ha sottolineato che tutto è ancora possibile in questo campionato: “Nei campionati ci sono dimostrazioni di squadre che sono risalite e che sono calate di tanti punti. Non penso che siamo un caso disperato: siamo un caso di una squadra che, stando in quella posizione di classifica, vedendo che non arrivano risultati, a livello emozionale ti sposta il mondo. La squadra non si sta abbattendo ma il rischio c’è, quello di questa pressione che puoi crearti da solo. Non abbiamo paura e mi sarebbe piaciuto vedere questa squadra in condizione emotiva di entusiasmo reale dovuto ai punti. Non ho visto un Frosinone disarmato dopo il nostro vantaggio, sono in una condizione importante. Per noi, servono i punti”.
Sulla Reggiana, avversario di domani: “La Reggiana fa alla grande la fase di transizione, in maniera eccellente. Aspetta, riparte, ha giocatori di gamba nella trequarti. Quando palleggia lo fa con tranquillità e la posizione di classifica li aiuta. Affronteremo una squadra valida e ben allenata. Ormai però la casacca che andiamo ad affrontare fa poca differenza. Dubbi? Li ho, come sempre. La squadra si allena con intensità e devo vedere le condizioni fisiche di alcuni giocatori, devo poi vedere la gara e le valutazioni relative alla stessa”.
La gara di domani potrebbe, secondo Gorgone, in parte ricalcare quella contro il Padova a livello tattico: “Può capitare un primo tempo più bloccato e con meno occasioni. Col Padova, nel complesso, i numeri hanno certificato che il Pescara meritasse di vincere. Eravamo partiti in maniera compatta ma ci sono anche gli altri. Come racconto della gara potrebbe essere una gara simili. Potremmo essere meno dominanti ma è una partita che si può risolvere fino all’ultimo minuto. La partita è un’onda, sono onde positive e negative: la differenza la fa come le sfrutti”.
Sul tifo del Pescara, che si sta mostrando molto vicino nonostante l’ultimo posto: “Quando parlo di tifosi faccio fatica perché sembra volersi accaparrare il consenso degli altri con le parole, e non mi piace. Per me sono stati fantastici a fine partita, fa piacere a tutti quando viene riconosciuto il proprio operato. Questo posto secondo me è abituato a vedere il calcio in un certo modo ed una ha una cultura e passione calcistica di livello elevato. Guardate cosa sta accadendo alla Fiorentina: se giochi con grandissima tensione rischi di non esprimere il tuo potenziale. Devi avere una tensione che ti porta ad esprimere cose. Questa squadra ha bisogno di vincere e di osare: per fare questo devi avere la tranquillità di farlo”.
Sull’attaccante da prendere sul mercato: “C’è da valutare tante cose, da prender giocatori che stanno bene perché è la cosa più importante: non possiamo aspettare 4 o 5 partite che il giocatore entri in forma. Io voglio giocatori che vengano a Pescara come se venissero nella miglior squadra di Serie B o Serie A, per me le motivazioni fanno la differenza”.
Su Squizzato: “Si è regolarmente allenato da tutta la scorsa settimana”.
Su Olzer: “Le sue caratteristiche sono evidenti, deve migliorare sotto l’aspetto della fase di non possesso. Deve avere una cattiveria, corretta, nel poter riconquistare la palla con forza e ha la capacità per farlo. Deve vivere meglio i momenti senza palla. Ho bisogno di vedere un giocatore che è rimasto molto deluso da quello che è successo, da quello che ha fatto ingenuamente. Deve mettere dentro il sangue negli occhi. Mi piace, ha qualcosa che è l’essenza del calcio: dribbling e calciare in porta. Simile a Caligara? Sì, in alcuni momenti e in alcune partite si potrebbe giocare con entrambi. So che può fare la seconda punta, so che ha fatto il quinto in passato… deve avere la ferocia agonistica”.











