Giorgio Gorgone è l’uomo del momento a Pescara dopo il successo contro la Reggiana di ieri sera: il tecnico ex Lucchese ha infatti ridato anima e cuore ad una squadra che sembrava letteralmente scomparsa dopo le ultime prestazioni sotto Vincenzo Vivarini. Quest’ultimo resta un allenatore qualificato e quotato (tanto è vero che subito dopo il suo esonero è stato chiamato dal Bari), ma il suo approccio in biancazzurro non ha convinto sin dall’inizio. Vero anche, a discolpa di Vivarini, che il mercato estivo si è concluso tardi e che la rosa costruita dal direttore Foggia non è probabilmente del tutto congeniale al suo gioco; ma il Pescara della prima parte di stagione non ha mai convinto, ad eccezione del clamoroso 4-0 all’Empoli. I dissapori tra il presidente Sebastiani e Vivarini, poi, sono apparsi troppo chiari già dopo qualche giornata: i due parevano avere visuali completamente differenti sulla squadra (si pensi al “caso” Dagasso).
Alla fine, Sebastiani è parso quasi infastidito della gestione-Vivarini ed è arrivato l’esonero.
Giorgio Gorgone non ha stravolto granché: è rimasto sul 3-5-2 (ad eccezione della gara interna contro il Padova, dove si è presentato con un arrembante 3-4-3) ed ha chiesto alla squadra coraggio ed intensità. Nelle sue 5 gare disputate si è visto francamente tutt’altro Pescara, tanto è vero che il successo arrivato ieri contro la Reggiana sarebbe dovuto arrivare già precedentemente (certamente a Bari, se Olzer non avesse rovinato tutto con un rosso ingenuo). L’impressione è che il Pescara di oggi possa centrare l’impresa, perché di impresa si parlerebbe in caso di salvezza.
Altro aspetto centrale è stato il cambio della linea comunicativa. Vivarini appariva riflessivo e chiuso, forse anche un po’ enigmatico nell’esprimere le sue opinioni e idee. Gorgone è schietto, diretto. Ha un eloquio piacevole: non è mai sopra le righe ma abbonda in raffigurazioni. Non tocca le vette di Baldini, che aveva un modo di fare addirittura filosofeggiante nelle sue conferenze, trasferendo di fatto i presenti in un mondo a parte che è soltanto suo, ma rende chiare le sue impressioni, la sua volontà, i limiti ed i desideri.
La squadra è un’altra. Certo, sono migliorate tante condizioni (si pensi a Gravillon) e sono arrivati giocatori di altre categorie (come Faraoni). Ma è impressionante vedere, per dirne uno, la riqualificazione totale di un ottimo Tonin, relegato ai limiti della rosa da Vivarini ed ora titolare vicino a Di Nardo.
Il Pescara di Gorgone proverà a giocarsela fino alla fine. Non sarà facile, il pronostico più quotato è quello del ritorno in Serie C (lo dice la classifica, i tifosi facciano i relativi scongiuri) ma l’impressione è che ci sarà una corsa entusiasmante da fare… e l’esito potrebbe essere addirittura stupefacente.











