Simone Biancofiore, giornalista ed ex addetto stampa del Chieti, ha parlato ai nostri microfoni in uno speciale dedicato al club neroverde per commentare le ultime notizie. L’esperto ha precisato che, a suo avviso, una comunicazione errata da parte del gruppo del patron Altair D’Arcangelo e del presidente Gianni Di Labio sarebbe alla base di una attuale spaccatura con la tifoseria del Chieti.
Ecco le parole di Simone Biancofiore sul tema: “C’è stata la presunzione comunicativa già dall’inizio di dire cose molto importanti e pesanti. Mi ha stupito che, essendo persone del posto, avrebbero dovuto conoscere la storia del club: una storia travagliata, complicata negli ultimi anni… quindi la prudenza doveva essere l’arma più importante. Vero che c’erano progetti molto ambiziosi, ma nella comunicazione si doveva essere più umili, c’è stata secondo me la presunzione di promettere mari e monti ad una piazza ferita. Poi c’è il campo: il campo ha detto altre cose, il cambio di allenatore… paradossalmente il Chieti con Ignoffo aveva costruito una squadra importante e comunque che stava al vertice. Si doveva puntare a limare il gruppo, poi c’è stato il cambio con Amaolo e c’è stata tanta confusione. Questo perché, non essendoci all’interno persone che hanno fatto calcio all’interno, appare tutto improvvisato. Quando faccio riferimento ad una comunicazione più equilibrata, dato che non sei esperto, vacci veramente con calma a dire determinate cose, perché conosci la storia di Chieti in questi ultimi anni. Errori su errori, ma da parte di persone che non sono professionisti ed in una piazza che richiedeva persone di un altro livello. Qualche parola in meno e qualche promessa in meno avrebbero avuto una valenza migliore”.
Sotto, la trasmissione integrale sul Chieti di TALK SportAbruzzo, riservata ai membri dello SportAbruzzo Club.











